Dopo anni di assoluta e imperante dominanza del fashion system internazionale, a giudicare dalle ultime passerelle lo streetwear sembra aver fatto dei passi indietro, passando dall’essere l’indiscutibile tendenza amata da tutti ad avere un ruolo sempre più marginale, a favore di una ritrovata passione per la sartorialità. Ma gli esperti non sembrano essere del tutto d’accordo; è vero che la presenza dello streetwear nel mondo del lusso ha subito una battuta d’arresto, ma questo non rappresenterebbe la definitiva scomparsa dello stesso.
Il legame tra streetwear e lusso ha raggiunto il suo apice nell’ultimo decennio, con praticamente ogni grande maison che ha attinto alla street cultura e fatto appello a una fascia demografica che aveva generalmente ignorato in passato. Che si tratti di importanti collaborazioni o di designer provenienti dallo streetwear che assumono ruoli di direttori creativi nelle maison di fascia alta, la sottocultura un tempo underground è in gran parte entrata a far parte della cultura mainstream. Quest’anno, la posizione dello streetwear nel mercato del lusso è stata messa in discussione anche a seguito di avvenimenti come la vendita di Supreme, che è stata venduta da VF Corp. a EssilorLuxottica dopo appena quattro anni, e quella di Off-White, che LVMH ha venduto a Bluestar Alliance dopo soli tre anni.
Stando a quanto riportato da WWD, la connessione tra streetwear e lusso non si è del tutto esaurita, ma deve solo trovare una nuova identità, nuove modalità di espressione, probabilmente anche in relazione alle evoluzioni e agli infiniti cambiamenti che il mondo della moda stesso sta affrontando negli ultimi anni. C’è bisogno di rifocalizzarsi su nuovi valori e soprattutto ripristinare le priorità identificative di un settore che, volente o nolente, è ancora apprezzato e acquistato da diverse fasce di consumatori.
Probabilmente lo streetwear stesso si troverà a dover “maturare” le proprie silhouette, per una clientela più adulta e più esigente, ma soprattutto alla ricerca di una fusione tra uno stile sofisticato e comodo allo stesso tempo. Non è un caso che si stia assistendo alla nascita di marchi street che presentino dei design più classici e versatili, forse proprio in risposta a questo nuovo modo di percepire le esigenze del mercato attuale. Non solo t-shirt e felpe dunque, perché l’impatto e la reciproca influenza che la moda d’alta gamma ha conferito alla moda sportiva è ormai entrato a far parte del DNA di quest’ultima, che ha bisogno di adattarsi in modo più convincente a questo nuovo corso della storia.
«Se le impressioni del mercato e del mondo finanziario dello streetwear non sono così brillanti come un decennio fa, ciò avrà una ramificazione per i marchi più piccoli e per l’utente finale e per il consumatore», ha dichiarato a WWD Bobby Hundreds, designer di streetwear. «Ma non significa che non alimenterà e ispirerà un marchio di nuova generazione a ripristinare delle nuove regole. Lo streetwear è in continua evoluzione e soprattutto riguarda la rigenerazione. Muore per poi rinascere il giorno dopo, è sempre stato così ed è questa la sua forza».
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