Strane e impossibili da dimenticare: le opere che hanno segnato la storia dell’arte

Strane, bizzarre, stravaganti e sorprendenti, ma anche divisive. Alcune opere d’arte ci ricordano quanto sia bello sorprendersi di fronte alla realtà, lasciandosi trasportare in un mondo parallelo, che solo la mente di un artista avrebbe potuto di immaginare. Pensereste mai, per esempio, di ricoprire una tazza da tè con della pelliccia? Forse no, eppure questa è stata l’idea di Meret Oppenheim, che ha dato vita alla sua opera più nota, “Le Déjeuner en fourrure”, trasformando un oggetto di uso comune in un pezzo unico nel suo genere. Unendo due elementi all’apparenza incompatibili, la Oppenheim ha scardinato l’immaginario comune, creando una tazza che ancora oggi provoca reazioni contrastanti, centrando a pieno l’obiettivo ultimo dell’arte: lasciare il segno nel cuore di chi la incontra.

Soprannominata musa ispiratrice del movimento surrealista, Meret Oppenheim non fu l’unica ad abbracciare la stravaganza. Parlando di opere fuori dal comune, non si può non citare Piero Manzoni e le sue celeberrime novanta scatole di latta di “M*rda d’artista”, una delle quali fu venduta dalla casa d’aste Christie’s nel 2015 per oltre 180mila sterline. Manzoni fu provocatorio e divisivo, così come Marcel Duchamp con la sua “Fontana”, o meglio orinatoio, il più celebre ready-made dell’artista francese: ironico, sarcastico e di poche parole, Duchamp preferiva parlare attraverso le sue opere, che ancora oggi continuano a stupire e sollevare domande. Non è questo, forse, il fine ultimo dell’arte?

[📷 Instagram: stephing65; artsy.net; IPA; MEGA; Jens Cederskjold, MossAlbatross, Toohool /commons.wikimedia.org]

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