Sportswear: un nuovo report rivela l’ascesa collettiva dei brand “challengers” 

Lo sportswear ha due campioni: i brand storici, ovvero i colossi che da anni dominano il settore al livello globale come Nike, Adidas, Puma e Under Armour, mentre dall’altra parte ci sono i cosiddetti “challengers”, brand più piccoli o che sono sul mercato da meno tempo, come On, Hoka ma anche Salomon, che seppur vanti di una lunga storia, solo più recentemente è diventato noto a livello maisontream. 

Ma perché la definizione di “challengers”? Secondo un nuovo report di “RBC Capital Markets” condiviso da “Business of Fashion”, l’insieme di questi marchi starebbe diventando più influente dei big player. Come rivela il portale, infatti, a dare il via a questa nuova era dello sportswear sarebbe stato il brand Lululemon, quando agli inizi degli anni ’10 ha superato il miliardo di dollari di vendite. I challengers offrono prodotti appartenenti a tutte le categorie, dalle calzature all’abbigliamento fino alle attrezzature sportive e tecniche, e sono presenti nei principali mercati in tutto il mondo, proprio come i big player.

Secondo il report, singolarmente i challengers non rappresenterebbero una minaccia per nessuno dei grand brand. Prendendo ad esempio Luluemon, che detiene una quota del 2.4% del mercato complessivo dell’abbigliamento sportivo, è ben lontano dall’avvicinarsi a Nike, che invece detiene una quota del 17%. Collettivamente, invece, i numeri dei challengers sono considerevoli. I dati del report parlano chiaro: mentre nel 2020 Nike, Adidas, Puma, Under Armour e Vans controllavano l’80% del mercato dell’abbigliamento sportivo, oggi la quota è pari al 65%. Parlando di ricavi, invece, tra il 2021 e il 2023, i ricavi di 13 marchi challengers sarebbero aumentati di un tasso medio annuo del 29%, rispetto all’8% dei big player. E le stime prevedono ancora più successi da parte dei challengers: si stima infatti una crescita dell’11% tra il 2023 e il 2026, rispetto a quella del 5% dei marchi storici.

«I marchi storici hanno probabilmente focalizzato eccessivamente (e fatto affidamento su) la loro offerta di lifestyle negli ultimi anni, il che, combinato con altri fattori… ha creato lo spazio e l’opportunità per i challengers di affermarsi in particolare in categorie più tecniche come tessuti premium, capispalla tecnici, calzature tecniche, corsa casual e così via», si legge sul report che spiega l’ascesa dei brand più piccoli, più nuovi, più “challengers”.

[📸 on.com]

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