Il talento, la passione, la bellezza. Non esistono parole abbastanza dense per descrivere quello che Sophia Loren ha rappresentato per la storia del cinema non solo italiano, ma anche mondiale. Ma guai a parlarne al passato. Perché sì, Sophia è stata ispirazione e punto di riferimento negli anni che abbiamo vissuto dal dopoguerra a oggi, non solo nel cinema, ma nell’immaginario collettivo. Ma la sua storia non è finita, anzi, forse è sul punto di regalarci altre gioie. L’attrice, che lo scorso 20 settembre 2024 ha festeggiato i suoi 90 anni, è tornata in questi giorni a Hollywood, un altro luogo che per lei è casa, dove è stata celebrata proprio per il prestigioso traguardo con una serie di sue retrospettive. La rassegna, organizzata da Cinecittà e dall’Academy Museum, è intitolata “Sophia Loren: La Diva di Napoli”, e si è aperta con la versione restaurata in 4K di “La Ciociara” di Vittorio De Sica, il film che la vide trionfare con la Palma d’Oro a Cannes, ma soprattutto con l’Oscar inaspettato nel 1962. Proprio di questo ha parlato a Deadline, ma anche della sua voglia di divertirsi e stupire, lei e il pubblico.
A quella cerimonia, nel 1962, come storicamente noto, Sophia non partecipò e al portale ha raccontato: «Non avrei mai pensato, neanche in un milione di anni, di vincere». Modesta, ma ancora entusiasta, l’attrice italiana vuole godersi tutto. Anche la rassegna che la vede protagonista e che andrà avanti fino al 30 novembre, come scritto sul sito di Cinecittà, dove verranno proiettati altri dieci film, tra cui “L’oro di Napoli” di Vittorio De Sica del 1954 e l’ultimo in cui ha recitato, ovvero “La vita davanti a sé” del 2022, diretto dal figlio Edoardo Ponti, presente anch’esso. Una piccola parte di una lunga lista di film indimenticabili, proprio come lei, che si è confidata svelando di più sulla sua carriera, sempre a Deadline, che le ha chiesto quale fosse il suo segreto per aver avuto una carriera così lunga e brillante. «Il segreto è non avere mai un piano B, così quando ti trovi di fronte a un ostacolo che ritieni insormontabile, non finisci per prendere la via più facile, fai un respiro profondo, spingi e trovi la soluzione giusta al tuo problema, perché non hai altra scelta che andare avanti. Nessun piano B, solo un piano A», dice Sophia.
Vista la presenza all’Academy Museum of Motion Pictures, inevitabili le domande sugli Oscar, già citati prima. Ma oltre ai suoi, quello del 1962 e quello onorario del 1991, considerato da lei «meraviglioso e inaspettato», un altro ricordo dolce che riaffiora nella sua memoria, riguardo le statuette più ambite del mondo del cinema, è quando premiò Roberto Benigni per “La Vita è Bella” nel 1999, vincitore di ben 3 premi. «Quello che mi viene in mente è quando ho dato l’Oscar a Roberto Benigni per “La vita è bella”. Non c’è niente di meglio che condividere la gioia di qualcuno che ami e ammiri così tanto». Meravigliosa e altruista, come solo lei sa fare. Ma non parlatele di pensione. Quando le chiedono qual è la legacy, l’eredità, che vorrebbe lasciare al mondo di Hollywood e al cinema italiano, risponde: «Non voglio pensare all’eredità. Voglio pensare al mio prossimo film. Penserò all’eredità quando sarò in pensione e spero di non andare mai in pensione».
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