Notizie, false notizie, manipolazioni. Una guerra non è fatta solo di bombardamenti e azioni militari, ma anche e soprattutto di legittimazione. Il conflitto russo-ucraino sta dimostrando come il terreno di combattimento sia soprattutto quello della comunicazione. Russia, Stati Uniti, Ucraina. Ognuno a suo modo sta attaccando i social con tecniche e strategie, che mirano a diffondere propaganda o a sbugiardare l’altro fronte. Una guerra fredda social che coinvolge Tik Tok e i suoi influencer.
La Russia, ad esempio, ha allestito una campagna che coinvolge oltre 500 influencer per diffondere la propaganda pro-Cremlino, come rivelato da Vice News. Un gruppo Telegram che contiene guide per aggirare i divieti di Tik Tok, oltre ai messaggi, le canzoni e le emoji da diffondere. Christina Magonova, fotografa ucraina, ha condiviso sul suo profilo Instagram un esempio di campagna social, che ha visto decine di influencer russi recitare le stesse identiche parole a favore del Cremlino.
Gli Stati Uniti, per volontà dell’amministrazione Biden, hanno di recente realizzato un briefing con 30 influencer, che hanno dato spazio al conflitto in Ucraina. Un meeting per informare i creator, mezzo con cui contrastare la propaganda del Cremlino sul web. A raccontare l’incontro, già parodiato dal programma comico SNL, è stato Kahlil Greene, lo “storico della Gen Z” che vanta mezzo milione di follower su Tik Tok. “Il briefing si è svolto su Zoom. E Biden non era realmente lì, c’era il suo segretario e il suo staff della sicurezza nazionale”, dice il tiktoker, spiegando che si è trattato di una specie di conferenza stampa senza giornalisti.
Tra le due potenze c’è poi l’Ucraina, con le sue città martoriate dai bombardamenti. Il presidente Zelensky ha esortato tutti i tiktoker ucraini a diffondere le immagini della guerra, per sovvertire la propaganda pro-Putin. Un esempio è Valeriia Shahenok, che su TikTok riprende la sua vita stravolta, con piccoli vlog quotidiani. Dal bunker alle macerie di Chernihiv. Uno spaccato crudo che ha fatto il giro del mondo.