Dopo essere diventato il nuovo proprietario della Death Row Records, l’etichetta discografica che lanciò la sua carriera quasi 30 anni fa, Snoop Dogg non ha avuto tempo di festeggiare poiché si è ritrovato coinvolto in alcuni guai giudiziari. Il rapper, infatti, è stato denunciato da una donna che lo accusa di averla aggredita sessualmente nel 2013. La donna, identificata al momento solo come Jane Doe – nome usato solitamente nel gergo giuridico statunitense per indicare un uomo o una donna la cui reale identità è sconosciuta o va mantenuta tale – afferma di aver preso parte il 29 maggio 2013 ad alcuni spettacoli del rapper ad Anaheim, in California e che, dopo lo show, un collaboratore di lunga data di Snoop, Bishop Don Juan, le offrì un passaggio a casa ma, dopo essersi addormentata in macchina, quando si è risvegliata non erano arrivati a casa sua, ma da Bishop. Secondo la causa, Jane Doe afferma di essersi svegliata alle 4 del mattino e che lo stesso Bishop l’abbia aggredita sessualmente. La donna, successivamente, accompagnata da Bishop, si sarebbe recata nello studio di Snoop Dogg spinta dalla voglia di lavorare nel mondo dello spettacolo come modella e ballerina. Qui, però, non sarebbe stata assunta a causa del suo rifiuto di avere rapporti anche con il rapper.
Una fonte che rappresenta Snoop, in seguito alle accuse, ha affermato che la donna avrebbe intentato la causa solo ed esclusivamente sulla scia dell’esibizione del rapper durante l’intervallo del Super Bowl sperando, per questo, di ricevere popolarità e denaro. Snoop stesso nega l’intera vicenda sostenendo che quando affermato siano solo bugie e, per questo, ha definito la donna come una “cercatrice d’oro”. Un insider ha inoltre rivelato a “TMZ” che Jane Doe avrebbe chiesto poco meno di 10 milioni di dollari come risarcimento ma che, tale richiesta, è già stata respinta. Sia il rapper che Bishop Don Juan, però, sono stati citati in giudizio per danni non specificati.