Skincare: la data di scadenza dei prodotti coincide con il momento in cui smettono di essere efficaci?

Chi non controlla la data di scadenza di un alimento prima di consumarlo? Praticamente tutti, per gli effetti sulla salute che un prodotto scaduto potrebbe provocare. Come ciò che ingeriamo, anche ciò che entra a contatto con la nostra pelle, ovvero i prodotti skincare – creme, sieri, oli, maschere, ecc – hanno una data di scadenza, indicata sulla confezione con le diciture “6M” o “12M” o “24M”, ovvero la durata del prodotto a partire dalla sua apertura.

In realtà, un nuovo articolo di “Business of Fashion”, sulla scia di consumatori sempre più consapevoli e attenti, ha messo in risalto il fatto che gli ingredienti attivi dei prodotti per la cura della pelle perdono la propria efficacia molto più rapidamente di quanto i marchi vorrebbero ammettere, questionando anche l’utilità delle date di scadenza. La dottoressa Emma Meredith, direttrice generale della Cosmetic, Toiletry and Perfumery Association – l’ente britannico per la cura personale -, ha dichiarato al portale che le date di scadenza indicate, in realtà «non sono date di scadenza», bensì «Un’indicazione per il consumatore che, una volta aperto, il prodotto non si deteriorerà causando danni alla salute umana entro quel periodo di tempo».

Le date di scadenza, infatti, indicano il periodo entro il quale il prodotto non causa danni alla salute, ma non quello entro il quale perde la sua efficacia. In poche parole: una crema o un siero possono perdere la propria efficacia anche prima della data di scadenza indicata. Sebbene dal punto di vista legale tutti i prodotti debbano essere sottoposti a test per garantire che, non aperti, dopo diversi anni manterranno lo stesso aspetto, odore e sensazione di quando sono stati prodotti per la prima volta, non esiste un obbligo simile per quanto riguarda la prestazione, che al contrario potrebbe perdersi anche prima dell’apertura di un prodotto, a seconda del tempo che passa dalla produzione alla distribuzione e anche alle condizioni di conservazione negli store prima della vendita.

È possibile risolvere questo problema? Secondo gli esperti, la soluzione risiederebbe nella produzione: meno lotti confezionati in bottiglie ermetiche e opache, distribuiti più velocemente e progettati per essere utilizzati entro un mese. Questo, ovviamente, implicherebbe una riorganizzazione della supply chain per i brand, soprattutto per quelli di grandi dimensioni.

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