Tre donne, un’isola paradisiaca e abiti che fanno gola a ogni amante del buon gusto più sofisticato. Sirens è la nuova serie targata Netflix che sta spopolando sulla piattaforma, con una magnetica Julianne Moore affiancata da due giovani attrici amatissime: Milly Alcock – nota per House of the Dragon e Upright – e Meghann Fahy – già vista in The White Lotus e The Perfect Couple – e che vede anche Kevin Bacon tra i protagonisti.
Nella mitologia greca, il canto delle sirene era sia seducente che distruttivo: creature non umane che incarnavano l’ideale del fascino femminile, tanto irresistibile quanto pericoloso, che riuscivano a far cadere vittime anche gli uomini più potenti. In Sirens, quel canto si traduce in un’attrazione profonda e ambigua che in qualche modo ogni personaggio esercita sull’altro.


Sirens ci ricorda che anche il mondo più patinato può nascondere delle insidie e che il potere, quando è assoluto, può diventare una gabbia dorata. Che la bellezza costruita può dare assuefazione, e che i sogni, specie quelli troppo perfetti, possono trasformarsi in incubi a occhi aperti. La serie esplora queste contraddizioni in una realtà che sembra fin troppo lucida per essere vera, e forse è proprio questa la contraddizione più grande di tutte.
Oltre a offrire uno spaccato lucido sulle dinamiche di classe e sul concetto stesso di potere, Sirens è anche una vera e propria catarsi estetica: tra location da sogno e guardaroba impeccabili, riesce a dare a questa storia fatta di desiderio e disillusione un sapore agrodolce e raffinato. Un po’ come in The White Lotus, dove il mistero è avvolto da resort da cartolina che hanno persino influenzato il turismo nei luoghi in cui le varie stagioni sono state ambientate.



Che cinema e serie TV siano da sempre un rifugio dall’ordinario non è certo una novità. Ma oggi la passione per queste narrazioni visivamente lussuose sembra rivelare qualcosa di più nei gusti del pubblico, un guilty pleasure contemporaneo che risiede nell’osservare da vicino il lusso degli altri, ammirarlo, desiderarlo e al tempo stesso metterlo in discussione.


[📸 © MACALL POLAY / NETFLIX]