Simba La Rue, il giudice concede gli arresti domiciliari al trapper per curarsi 

Nemmeno una settimana fa rientrava in carcere, nell’ambito dell’operazione congiunta di carabinieri e polizia riguardo un’aggressione a colpi di arma da fuoco, avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 luglio scorso in via di Tocqueville, a Milano, dove sono stati gambizzati due senegalesi. Ora, Simba La Rue può tornare a casa per scontare gli arresti domiciliari. A deciderlo è stato il gip Guido Salvini, dopo l’istanza presentata dall’avvocato Niccolò Vecchioni, che ha riscontrato come «le esigenze relative alle condizioni e al diritto alla salute dell’indagato, tenuto conto anche della sua giovane età, debbano prevalere». 

Il trapper 20enne, vero nome Mohamed Lamine Saida, è stato scarcerato per proseguire le cure alla gamba ferita e operata, nell’ambito della faida con il collega Baby Touché avvenuta il 16 giugno a Treviolo. La Rue starà a casa dei genitori, in provincia di Como. Il gip Salvini ha però concesso la misura anche per un aspetto da non sottovalutare. «L’indagato ha mostrato un inizio di riflessione sul disvalore dei comportamenti da lui tenuti iniziando in qualche modo, a differenza di altri indagati, dopo la grave esperienza cominciata il 16 giugno, a porsi domande sul suo stile di vita», scrive il giudice. Oltre a La Rue, anche altri due degli 11 arrestati scorsa settimana hanno ottenuto i domiciliari, tra loro non c’è Baby Gang, che resta in carcere. 

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