Sì, anche una presidente del Consiglio può essere vittima di scherzi telefonici

“Pensavo fosse un alto rappresentante e invece era un comico”. Anzi, due. La strada dei grandi personaggi è tortuosa e piena di ostacoli che possono creare non pochi imbarazzi. Ne sa qualcosa la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che nelle ultime ore è finita nell’occhio del ciclone a causa del “tranello” che due “pranker” russi di nome Vovan e Lexus le hanno preparato. Uno dei due si è infatti spacciato per il Presidente della Commissione dell’Unione Africana, riuscendo lo scorso 18 settembre a scambiare due chiacchiere con la premier al telefono, oltrepassando il “fitto” – forse – filtro diplomatico intorno a lei.

Sulle posizioni espresse dalla Meloni non c’è nessun grande scoop, se non la conferma dei pensieri già noti in pubblico. A partire dalla “stanchezza” per la guerra in Ucraina, fino all’immigrazione e ai rapporti con Europa e Francia. Nessuna gaffe verbale, insomma, ma nella sostanza fa impressione che sia potuta finire vittima di uno scherzo telefonico del genere. Sia chiaro, Meloni non è sicuramente la prima (e nemmeno l’ultima). Perché proprio sempre Vovan e Lexus, nella loro rete, avevano attirato già personaggi come Pedro Sanchez, primo ministro spagnolo, ma anche l’ex cancelliera Angela Merkel, il principe Harry, e persino Elton John, interpellando Vladimir Putin.

Burle scherzose che molti però hanno ricollegato a una possibile vicinanza con l’intelligence del Cremlino. Nulla di tutto ciò dicono, come riporta il Corriere: «Siamo solo due ragazzi che hanno trovato un sistema per arrivare a fare degli scherzi a queste persone importanti». Due ragazzi che hanno creato non pochi imbarazzi a Palazzo Chigi, da cui ieri hanno fatto sapere di essere rammaricati per esserci cascati, ma anche alla Meloni stessa, negli ultimi tempi non propriamente fortunata con gli “off the record”. Dopo i fuorionda di Striscia sul suo ex fidanzato, ci si sono messi anche i comici, che a LaPresse hanno svelato nelle ultime ore una delle loro ispirazioni cinematografiche, ovvero l’italianissimo “Fantozzi”: «Amiamo i suoi film. Sarebbe stato bello poterci parlare». L’”accento svedese” del Ragioniere nel film è stata un’ispirazione?

[📸 IPA]

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