Shinsuke Sakimoto, l’acquirente della Birkin originale: “Vogliamo preservarla in futuro e condividerla con tutti”

Tra i tanti temi che hanno caratterizzato quest’estate caratterizzata da un numero forse minore di tendenze rispetto agli anni passati, c’è senza ombra di dubbio anche quello relativo all’acquisto del prototipo originale della Birkin di Hermès, realizzato nel 1984 proprio per l’attrice alla quale l’iconica borsa deve il suo nome. Messo in vendita dalla celebre casa d’aste Sotheby’s, questo pezzo di importante storia della moda è stato acquistato il 10 luglio scorso, per ben 8.582.500 di euro.

E proprio di questo evento, per molti versi storico, ha parlato il suo acquirente Shinsuke Sakimoto, CEO della società di rivendita di beni di lusso Valuence Holdings che, nella sua prima intervista dopo l’acquisto, ha rivelato: «È stato l’acquisto più costoso che abbia mai fatto per un singolo articolo. È stato molto emozionante, ma mi ha davvero fatto venire la nausea».

Come riportato dalla CNN, ⁠l’ex giocatore del massimo campionato di calcio giapponese, che si ritirò a soli 22 anni, “ha aperto il suo primo negozio di articoli di lusso a Osaka nel 2004, dopo aver lavorato nell’attività di seconda mano del padre, prima di fondare Sou (che sarebbe poi diventata Valuence) sette anni dopo”. E proprio al suo passato da sportivo Sakimoto attribuirebbe quello spirito competitivo che gli ha permesso, anche in occasione della sopracitata asta, di mantenere il sangue freddo e primeggiare con la sua offerta.

“La notte prima dell’asta, Sakimoto sognò due volte di piazzare l’offerta vincente” si legge sul portale tra le parole dell’imprenditore che afferma: «Abbiamo affrontato questo processo con grande fiducia. E in un certo senso, siamo stati scelti dagli dei della moda per possedere la prima Birkin. Ero certo che l’offerta vincente avrebbe battuto il record (per la borsa più costosa, ndr.), il che significava che la notizia sarebbe stata diffusa in tutto il mondo. Tutti erano d’accordo e capivano che si trattava di un buon investimento».

«Lo scopo di vincere quest’opera d’arte non è quello di renderla proprietà personale dei ricchi» prosegue poi, «ma di creare un nuovo modello di proprietà, che aziende come la nostra e la società possano condividere insieme. Vogliamo preservarla in futuro e condividerla con tutti».

Nonostante non si ritenga un vero e proprio fan di Birkin, Sakimoto ha saputo approfondire e apprezzare la vita di Jane Birkin arrivando a considerarla come un personaggio particolarmente affascinante. «Ho sentito di avere un legame molto forte con queste persone e con il loro ruolo di ambasciatori o divulgatori, che rispecchia davvero la filosofia aziendale della nostra azienda» ha dichiarato, sottolineando il parallelismo con il proprio business di rivendita che, solo nell’ultimo anno, ha evitato “5,3 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica e oltre 70 miliardi di galloni di spreco d’acqua, riducendo la domanda di nuovi capi di abbigliamento, gioielli e beni di lusso”.

[📷 Instagram: shinsukesakimoto]

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