Shein: il viaggio sospetto degli influencer all’interno della fabbrica cinese

Sul web – e in particolare su TikTok – è ancora polemica contro Shein, colosso fast fashion cinese, che negli scorsi giorni avrebbe organizzato un viaggio per portare un gruppo di influencer all’interno delle proprie fabbriche, in quello che sembrerebbe essere un tentativo di riqualificarsi come azienda etica. Shein non è estraneo alle critiche, mirate soprattutto alle condizioni dei lavoratori e al modello di produzione distruttivo per l’ambiente – come testimoniato nel documentario di Channel 4. Proprio per questo, il famigerato tour all’interno degli stabilimenti cinesi, secondo gli utenti online sarebbe una vera e propria messinscena.

Un’influencer che ha partecipato al viaggio, Dani Carbonari (@danidmc), è diventata virale per un video che documenta la sua visita alla “fabbrica del principale produttore di Shein”. Il video punta i riflettori su una fabbrica straordinariamente all’avanguardia, con immagini e scenari diametralmente opposti rispetto a ciò che è emerso nelle indagini degli scorsi mesi. Dani Carbonari ha inoltre affermato di aver parlato con un’impiegata del reparto taglio tessuti di Shein, «rimasta molto sorpresa da tutte le voci che sono state diffuse negli Stati Uniti» riguardo alle accuse sulla violazione delle leggi sul lavoro.

L’influencer avrebbe inoltre affermato che Shein farebbe uso di «tessuti realizzati in modo etico» e con un’impronta di carbonio molto bassa rispetto a molti marchi di fast fashion». Assieme a lei, Shein avrebbe invitato un gruppo di influencer all’interno della fabbrica, tutti colpiti dalle ottime condizioni dei lavoratori e della struttura. Secondo alcuni di loro, alcuni farebbero addirittura «un pisolino dopo pranzo», molti di loro ascolterebbero la musica durante i turni di lavoro e all’interno della fabbrica ci sarebbero poche persone, ma «molta tecnologia e automazione».

Tuttavia, il gruppo è stato fortemente criticato per aver sorvolato sulla realtà ben documentata delle condizioni interne di Shein. Secondo The Fashion Law, l’azienda sottopagherebbe i suoi lavoratori, deruberebbe gli stilisti indipendenti e sottrarrebbe circa 6,3 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno. In media, Shein aggiornerebbe il suo sito web con 6.000 nuovi articoli al giorno. Possibile che siano tutti rumor, come affermano gli influencer invitati? Per il web, è molto più probabile che il gruppo di influencer sia stato pagato profumatamente per queste dichiarazioni, e addirittura che Shein abbia allestito una fabbrica “finta” per documentare queste falsità. «Non sono stata pagata per nessun viaggio o per dire qualcosa» ha affermato Dani Carbonari con un commento sotto al video. Tuttavia in un video precedente al viaggio, l’influencer aveva dichiarato di aver firmato un accordo con Shein con l’obbiettivo di “sfatare molte di queste voci”. «Come creatrice plus-size, sono sottopagata per il 60% del tempo» ha affermato Carbonari, «e loro non mi hanno assolutamente sottopagata”.

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