Perforanti, emotivi, iconici: i gioielli di Shaun Leane sono dotati di sensibilità, bellezza e glamour innegabile. Il suo rifiuto di scendere a compromessi ha dato vita ad alcuni dei momenti più mozzafiato della storia della moda, grazie alla sua collaborazione lunga 17 anni con Alexander McQueen. Un vero e proprio artista, più che un gioielliere, che ha creato alcuni dei design di gioielli più celebri, che accanto agli abiti del designer hanno trasformato il panorama dell’epoca.
Sovversivo e riflessivo, McQueen ha scelto di circondarsi di collaboratori altrettanto rivoluzionari, capaci di cambiare per sempre le regole del gioco, e probabilmente consapevoli che, a distanza di anni, avrebbero continuato a ispirare generazioni di designer. Sullo sfondo non c’era una rincorsa al successo, come ha sempre dichiarato McQueen, ma la volontà di dare voce alla propria storia, lontana dal glamour convenzionale della moda, portando la cruda realtà in passerella. Passerelle spesso disturbanti, ma ricche di spunti di riflessione, e i gioielli di Shaun Leane non sono stati da meno.
La carriera di Leane è iniziata a 16 anni, a Hatton Garden, il quartiere della gioielleria di Londra, dove ha lavorato per i gioiellieri di English Traditional Jewellery. Dopo 13 anni di formazione e perfezionamento del mestiere, Leane ha fondato il suo laboratorio a Hatton Garden, dove ha creato gioielli per brand di lusso come Van Cleef & Arpels, Garrard, Kutchinsky e Mappin & Webb. Tuttavia, è stata la sua collaborazione con Alexander McQueen a permettergli di rompere le proprie convenzioni e aprire la strada a uno stile personale e innovativo, dotato di un romanticismo moderno unico. La sua visione creativa ha gettato le basi della sua carriera come artista visionario, segnando anche la nascita della sua casa di gioielli.
Nel 2001, il Victoria and Albert Museum di Londra, una delle istituzioni culturali più prestigiose, ha organizzato una retrospettiva per celebrare la partnership tra Leane e McQueen. La collaborazione tra i due è iniziata quando McQueen ha incaricato Leane di creare pezzi per il suo secondo spettacolo, Highland Rape, ovvero la FW95. McQueen ha elogiato Leane come un creatore capace di «catturare la sensazione del mio lavoro, la mia estetica e il tempo in cui viviamo… pieno di struttura e finezza», come riportato dal museo. Per McQueen, Leane non si è limitato a seguire le tradizioni della gioielleria, ma ha osato spingere i confini con nuovi materiali e proporzioni, creando oggetti di bellezza straordinaria che sfidavano le aspettative convenzionali.
Tra le sue creazioni più celebri, spiccano i gioielli-corsetto, che hanno segnato un vero e proprio punto di svolta. Un esempio iconico è il Rose Corset creato per la collezione Alexander McQueen & Givenchy Haute Couture 2000 in argento sterling. Prima del debutto di McQueen per Givenchy Haute Couture nel gennaio 2000, Leane e McQueen avevano abbozzato il design sul retro di un tovagliolo in un pub di Londra: il risultato fu un corsetto gotico interamente in argento sterling. Le curve sinuose del Rose Corset ricreano i contorni del seno e del busto della modella, sollevandoli in una seconda pelle metallica. La scultura in argento evoca sia Londra, la città degli artisti, che Parigi, cuore pulsante della Couture, con un esterno solido che cela una delicata sensibilità interna, mentre i petali di rose in argento esplodono da superfici spezzate: un simbolo di femminilità e passione. Il Rose Corset è il perfetto esempio di una visione futuristica, sostenuta da un lirismo del XIX secolo che lo rende un pezzo toccante.

Altro pezzo di straordinaria manifattura è il Coil Corset, creato per la sfilata Alexander McQueen The Overlook AW99. Nel 1998, dopo aver lavorato alla copertina dell’album Homogenic di Björk, Leane si è appassionato alle culture globali, in particolare alle donne tribali birmane del sud-est asiatico e alle loro armature. In un incontro con McQueen, Leane fu ispirato a creare un pezzo che coprisse non solo il collo, ma l’intero busto, fino ai fianchi. Per 16 settimane ha lavorato senza sosta, modellando e assemblando. Il Coil Corset è l’unico pezzo che porta le firme di entrambi gli artisti, simbolo di una collaborazione creativa che ha unito il loro talento. Il design unisce la forza del metallo e la morbidezza della silhouette, creando una tensione tra combattimento e autoprotezione, evocando le donne della tribù Kayan Lahwi.

Un altro gioiello memorabile è la Crown of Thorns della collezione Dante, della AW96, che si distingue per la sua delicatezza e il suo impatto. Realizzata in argento, la corona di spine è diventata uno degli emblemi della collaborazione tra McQueen e Leane. La creazione rende omaggio al cattolicesimo di Leane, e rappresenta una fusione di passione e decoro. Crown of Thorns è stata successivamente acquisita nelle collezioni permanenti del Metropolitan Museum of Art di New York.

Altre creazioni significative includono il Grille Collar della SS08, un gioiello che sfida le convenzioni della gioielleria e dell’abbigliamento, e il Jawbone, presentato nella collezione SS98, che è diventato uno dei pezzi più iconici di Leane. Il Jawbone è una maschera metallica ispirata a mascelle umane, e la sua inquietante bellezza rappresenta la fusione di scienza e fantasia, un elemento centrale nel lavoro di McQueen e Leane.


Infine, il Spine Corset della SS98, realizzato in alluminio e progettato per imitare la silhouette della colonna vertebrale, incarna l’evoluzione stilistica e concettuale del lavoro di Leane. Il corsetto evidenzia la bellezza e la forza del corpo umano, utilizzando una meticolosa attenzione ai dettagli. Il progetto, nato dalla collaborazione con McQueen, è un perfetto esempio di come i due artisti abbiano spinto i confini della moda e del design, creando uno degli spettacoli più straordinari nella storia della moda.

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