Seoul Fashion Week: tutto il meglio della stagione Spring Summer 2026

Un debutto nel giorno dei debutti per antonomasia: il 1° settembre. Stiamo parlando della Seoul Fashion Week che è tornata non solo per portare in passerella le novità della stagione Spring Summer 2026 ma anche per festeggiare il suo 25° anniversario. Considerata unanimemente la mecca della moda contemporanea, la Corea ha saputo conquistare la moda con determinazione ma soprattutto con una creatività unica e riconoscibile. E se i brand più celebri fanno a gara per accaparrarsi un K-Idol di grido nel parterre delle proprie sfilate o come ambassador, le nuove leve del design coreano conquistano gli addetti ai lavori con una freschezza sperimentale. La stagione SS26 è andata in scena in alcuni dei luoghi salienti della metropoli e ha visto una collaborazione speciale con la Berlin Fashion Week, con la presentazione di ben 12 marchi e designer emergenti con sede a Berlino.

Ma quali sono stati fino a ora i protagonisti di questa stagione? In apertura il brand Anderson Bell che ha sfilato su Deoksugung-gil, una famosa strada di Seoul che incarna perfettamente lo spirito urbano della città. Intitolata “Soft Clash”, la nuova collezione si ispira alle tavolozze di colori del pittore americano Mark Rothko e all’attitude di personalità iconiche come PJ Harvey e Jarvis Cocker. Esplorando l’arte sottile del “non abbinare” colori, tessuti e motivi, lo show è stato un gioco sapiente e giocoso di contrasti e sovrapposizioni. «Volevamo che ogni elemento – gli indumenti, lo spazio, la musica, il movimento dei modelli e persino i colori dell’illuminazione – seguisse un’unica linea emotiva. La moda non riguarda solo i vestiti; riguarda l’atmosfera totale e i sentimenti che evoca», ha detto il direttore creativo Dohun Kim in un comunicato stampa.

Ispirazione vintage e in particolare agli anni ’50 e ’60 per la collezione SS26 di Slingstone, che ha reinterpretato le silhouette retrò e il loro styling attraverso una lente attuale e fresca. Guidata dalla filosofia di Park Jong-chul secondo cui “la moda è terapia emotiva”, la collezione offre un senso di continuità nel tempo, fondendo passato e presente con fluidità. Introdotta attraverso una color palette di black&white, la collezione presenta sottili riferimenti alla cultura tradizionale coreana come l’hanji (carta tradizionale) e il motivo “Taegeuk”.

Caruso ha presentato una versione contemporanea dell’abbigliamento maschile tradizionale, spingendo i confini attraverso silhouette genderless, ritagli audaci e, naturalmente l’uso del layering. Pantaloni popper in denim, pantaloni a gamba larga e giacche oversize sono stati presentati tra bandane paisley, frange delicate e contrapposizioni di colore.

Il brand BIG PARK ha messo invece in scena la sua sfilata in un tempio secolare nel distretto di Seongbuk della città. Con questa scelta, il designer ha trasformato uno spazio storico in un’esperienza unica, fondendo il mondo della moda con la tradizione e il patrimonio. Di conseguenza, la sorprendente collezione è stata mostrata sullo sfondo dell’architettura del tempio e dei pittoreschi panorami di montagna, e dopo la vetrina, gli ospiti sono stati invitati a sperimentare la “cucina del tempio” ed esplorare il sito archeologico all’interno dello stesso.

Avanguardia e contemporaneità dunque, ma anche un profondo rispetto della cultura d’appartenenza. È forse questo il segreto del successo della Corea nel mondo?

[📷 Instagram: ADSB ANDERSON BELL]

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