Scambiereste il vostro smartphone con un Motorola Razr?

Le ore a giocare a Snake, le suonerie polifoniche personalizzate, gli SMS e gli MMS, a volte perfino troppo pesanti da scaricare. I Millennial ricordano l’era pre-smartphone con nostalgia, conservando nel reparto cimeli anni 2000 quel vecchio Nokia 3310 che non hanno mai avuto il coraggio di buttare. Eppure, non è la Generazione Y a ripescare il cellulare dal cassetto dei ricordi. I dumbphone – letteralmente “telefoni stupidi” – stanno ritornando in auge grazie alle nuove esigenze dei più giovani, generando un nuovo trend che cavalca l’ondata del y2k. I fatti parlano da sé: la Gen Z non ha mai conosciuto un’era senza Internet e, di conseguenza, è la prima generazione a sentire l’esigenza di un’inversione di rotta, scambiando i propri smartphone con i più economici dumbphone di inizio millennio.

Lo sapevate che, secondo le analisi di Atlas VPN, passiamo circa 30 anni della nostra vita online? Nel nome del “digital detox”, i giovani di oggi sembrano sentire la nostalgia di qualcosa che non hanno nemmeno mai vissuto e sfoggiano con fierezza – sui social, paradossalmente – i loro “nuovi” telefonini preistorici, lasciando a casa lo smartphone per uscire con gli amici a socializzare. Il risultato? Da un trend ridotto nato qualche anno fa in Corea, potremmo trovarci di fronte d un vero e proprio comeback globale in cui i dumbphone sono diventati sinonimo di coolness e status symbol. A febbraio, a New York, il trend si è trasformato in un vero e proprio stile di vita che ha perfino portato alcuni ragazzi a fondare un club (battezzato “Luddite Club”) in cui ci si incontra sui gradini della Central Library di Brooklyn per leggere, suonare e chiacchierare.

Condividi l'articolo sui social: