In un mondo in cui il fast fashion invade i guardaroba di molti, complice il richiamo di prezzi stracciati, design copiati dal lusso resi accessibili e spedizioni rapidissime, il valore della manualità, dei tessuti pregiati e del savoir-faire sartoriale sembra oggi più prezioso che mai. Per me, i completi sartoriali hanno sempre rappresentato un universo lontano: un misto tra i racconti di Camilleri, popolati da uomini eleganti d’altri tempi, e l’armadio un po’ austero di mio nonno, fatto di gessati e abiti confezionati dal suo sarto di fiducia. Una tradizione che ho conosciuto da vicino, sì, ma che mi è sempre apparsa appartenere a un’epoca passata, superata.
Eppure oggi stiamo assistendo a un grande ritorno: da un lato, la ricerca di materiali di qualità, capaci di durare e resistere nel tempo; dall’altro, una rinnovata attenzione per l’arte sartoriale, che permette a un abito di avere un taglio impeccabile, lontano dagli standard rigidi della produzione di massa: standard che, come sappiamo, non rispecchiano la varietà reale dei corpi. Il successo di brand come Dolce&Gabbana, che ha fatto dell’alta sartoria il suo trademark, è sintomatico di ciò.
Ancora più esclusivo è, naturalmente, il su misura: ogni corpo è diverso, con caratteristiche uniche, e indossare un capo che si adatta perfettamente alle proprie forme è un piccolo lusso. Se è vero che oggi rimane un privilegio per pochi, è altrettanto evidente che il desiderio di capi fatti a mano sta vivendo una nuova stagione di interesse. In questo contesto di crescente consapevolezza, stanno riscuotendo grande successo anche contenuti dedicati a riconoscere la qualità di un capo. Un esempio sono i video della sarta ed esperta di moda Annagemma Lascari, che attraverso brevi clip condivide dettagli e accorgimenti utili per distinguere un capo sartoriale da uno industriale.
Tra i suggerimenti più interessanti, spicca quello relativo alle giacche: spesso, nelle giacche sartoriali, l’ultimo bottone della manica viene lasciato aperto, a indicare che le asole sono state realizzate a mano. Nella produzione industriale, invece, le asole sono spesso finte e non apribili. Questo e altri piccoli trucchi permettono di leggere un capo con occhi diversi, restituendo valore a ciò che, troppo spesso, passa inosservato.
[📷 Courtesy of Dolce&Gabbana / © Jason Lyoid Evans]