Chanteuse, attrice, modella e attivista…Prima di tutto ciò, Jane Birkin è stata una donna controtendenza. Un’esordiente che non si sentiva mai all’altezza, di fronte alle rivali “impeccabili, come tutte le donne francesi”. Un’inglese catapultata in Francia che, pur non parlando una parola, riuscì a diventare un’icona in tempo record. Jane, con le sue “gambe più storte che si possano immaginare” (così diceva di lei il regista di “Slogan”), la frangetta disordinata e la sua bellezza acerba, non riusciva nemmeno a pensare di competere con le muse glamour dei suoi tempi. Eppure, a colpi di espadrilles e camicie oversize, Jane scrisse con nonchalance un dizionario di stile leggendario.
Effortlessly chic, au naturel, femminile ma mai civettuola. Jane si piaceva di più a quarant’anni, quando smise di truccarsi. E senza rendersene conto, rivoluzionò il mondo della moda con poche semplici e inaspettate mosse. Pioniera del decluttering, bastavano un paio di jeans scampanati e un cardigan a renderla speciale, in un mondo di muse languide e seducenti. Ma lei, con il suo stile androgino, riuscì a rendere un’icona della moda perfino Serge Gainsbourg, con la barba di tre giorni e le stringate senza calze. L’hanno vestita e amata Saint Laurent, Paco Rabanne, Martin Margiela. Eppure Jane è rimasta un emblema di semplicità ingenua, lontana dal “superfluo”, come lei stessa definiva la moda e la bellezza.
Nel mondo fashion, tutti la ricordano per la Birkin di Hermès battezzata in suo onore, ma prima della regina delle It Bag, Jane era già leggenda grazie ad un semplice cestino in vimini. Basti pensare che nel 2015, l’attrice chiese perfino di togliere il suo nome alla Birkin in coccodrillo, schierandosi contro le procedure illegali di caccia e uccisione degli animali. Jane Birkin era capace di provocare con mini-dress trasparenti, per poi tagliarsi tutti i capelli e indossare abiti due taglie più grandi, per far concentrare il pubblico sulle parole e la musica delle canzoni. Il suo stile-non-stile rimarrà per sempre un atto di libertà che riassume in pochi capi simbolici, tutta la sua personalità eternamente moderna.