Sanremo 2026: chi sono gli stylist dietro i protagonisti di questa edizione

È cosa nota da sempre: il palco del Festival di Sanremo non è soltanto il tempio della musica italiana, ma anche una delle passerelle più osservate del Paese. Accanto alle canzoni, infatti, sfila la moda. E dietro ogni look studiato al millimetro ci sono loro: gli stylist. Professionisti spesso sconosciuti al grande pubblico, ma fondamentali nel costruire l’immagine di un artista. A Sanremo si viene infatti giudicati non solo per le qualità vocali, ma anche per l’impatto visivo e per la coerenza estetica portata sul palco: un abito può infatti rafforzare una performance, renderla iconica, o, al contrario, comprometterne la percezione.

Scopriamo allora chi sono gli stylist di questa edizione, da dove vengono e quali artisti accompagneranno nel loro percorso sanremese: un lavoro di cui abbiamo già avuto un primo assaggio sui Green carpet di lunedì sera e che ha iniziato a prendere forma con i primi look ufficiali andati in scena ieri, in occasione della prima serata del Festival.

Susanna Ausoni (veste Michele Bravi, Tommaso Paradiso e Bambole di Pezza)

Susanna Ausoni è un nome ben noto agli addetti ai lavori. Stylist, consulente d’immagine e imprenditrice, nasce e cresce a Milano e inizia la sua carriera nella moda negli anni ’90, quando viene notata per il suo stile eclettico mentre lavora da Fiorucci. Muove i primi passi come look-maker musicale e in pochi anni arriva a ricoprire il ruolo di responsabile stile di MTV Networks, riuscendo a fondere le sue due grandi passioni: musica e moda. Da oltre dieci anni collabora con importanti marchi di moda ed etichette discografiche, curando l’immagine di numerosi protagonisti della scena musicale e dello spettacolo, tra cui Mahmood, Elisa, Carmen Consoli e Francesca Michielin, oltre a molti altri. Tra i primi look sfoggiati dai suoi artisti, Michele Bravi in Antonio Marras ci è sembrato una combinazione azzeccata rispetto all’indole un po’ romantica del cantante.

Ylenia Puglia (veste J-Ax, LDA e Aka 7even)


Tra le professioniste affermate del settore c’è sicuramente Ylenia Puglia, fashion stylist e fashion editor con base a Milano. Da oltre quindici anni si muove tra moda, spettacolo e musica, distinguendosi per un approccio che combina ricerca creativa, competenza tecnica e una cura meticolosa per il dettaglio. Dopo la laurea in Culture e tecniche del costume e della moda all’Università di Bologna, nel 2010 inizia a collaborare con diverse testate del gruppo Elle (Elle Sposa, Elle Kids, Elle Gioiello, Very Elle, Elle Beach). Prosegue poi come fashion editor e stylist per Cosmopolitan e come freelance contributor per GQ Italia. Dal 2014 insegna styling e costume all’Accademia Costume e Moda di Roma e Milano, affiancando anche altre scuole di settore. Parallelamente collabora con brand come Adidas Originals, Aldo Shoes ed Evisu per progetti editoriali, campagne adv e produzioni televisive. A partire dal 2018 ha curato lo styling di oltre 80 artisti della scena musicale, televisiva e dello spettacolo, tra cui J-Ax, Irama, Elettra Lamborghini, Geolier, Sfera Ebbasta, Rocco Hunt, Guè, Meduza e Jake La Furia. Oggi dirige a Milano uno studio indipendente, GLOW UP STUDIO, che offre consulenza d’immagine, shooting professionali, noleggio capi, archivio styling e supporto creativo per artisti e produzioni moda, seguendo ogni progetto dal concept allo scatto finale.

Rebecca Baglini (veste Arisa, Dargen D’Amico e Malika Ayane)


Rebecca Baglini, classe 1985, nata a Pietrasanta, è stylist e creative director, nonché Founder & Executive Creative Director dello studio StyledByMe. Dal 2018 è una presenza costante al Festival, avendo seguito diversi artisti in gara e ospiti. Ma la sua passione nasce fin dagli studi: dopo la laurea magistrale in Lettere e Filosofia a Firenze decide di specializzarsi con un master in Fashion Styling allo IED e in Fashion and Fabric Consulting al Wimbledon College of Art. Dal 2013 lavora con numerosi artisti, tra cui Marco Mengoni, Emma Marrone, Negramaro, Arisa, Marracash, Malika Ayane e Ultimo. Nel 2022 ha curato lo styling di Dargen D’Amico come giudice di X Factor, una collaborazione che si è rivelata fruttuosa e che la porta a seguirlo nuovamente quest’anno a Sanremo. Particolarmente interessante la scelta stilistica di Baglini per Arisa in questa edizione di Sanremo: la cantante si presenta con linee pulite e silhouette essenziali, capaci di valorizzarne le forme senza indulgere in fronzoli o decorazioni superflue. Un’estetica misurata, costruita su equilibrio. Ricorrente il bianco, scelto per il look firmato Dries Van Noten sfoggiato ai Green Carpet e riproposto anche nell’abito gioiello della prima serata: una nuance che rimanda a un’idea di purezza ritrovata e a uno stile più lineare e raffinato. Per l’esibizione di ieri sera, la scelta è ricaduta su un abito di dephemmes, attillato, dalle linee sinuose, impreziosito da una cascata di gocce di cristallo che ne ricoprivano la superficie, trasformandolo in un vero e proprio gioiello, abbinato a tacchi custom di Casadei.

Lorenzo Oddo (veste Levante e Ditonellapiaga)


Laureato all’Istituto Marangoni di Milano in fashion design, Lorenzo Oddo inizia la sua carriera come designer prima di approdare allo styling. Ha collaborato con diversi artisti della scena italiana, ma è soprattutto grazie al sodalizio con Levante che il suo nome ha iniziato a circolare con forza. La segue da anni, costruendo per lei un’immagine ricercata e contemporanea, spesso legata a brand emergenti e non troppo conosciuti nel panorama italiano. Il suo approccio è libero, creativo e fortemente identitario. Durante l’esibizione di ieri sera, il look di Levante è stato particolarmente elegante: contrariamente a molte colleghe, che hanno optato per abiti lunghi da sera, Oddo ha vestito la sua cantante con un abito longuette di Giorgio Armani dallo scollo strapless, che lasciava le gambe parzialmente scoperte, enfatizzando anche i tacchi alti dorati, custom di Gianvito Rossi che slanciavano la figura. L’abito, interamente ricamato con pavé di cristalli color champagne, era un gioiello in sé per sé e ha donato luce al volto e all’intera silhouette.

Carlotta Aloisi (veste Serena Brancale e Sayf)


L’esperienza di Carlotta Aloisi nasce all’interno del panorama rap italiano, un ambiente che lei stessa definisce estremamente libero e che ha contribuito a forgiare il suo linguaggio estetico. È proprio in questo contesto che incontra Sayf, con il quale instaura una collaborazione continuativa e che segue anche in questa occasione sanremese. Al Festival di Sanremo 2026 curerà anche lo styling di Serena Brancale, che sembra aver scelto un approccio più minimalista e sofisticato rispetto alle sue precedenti apparizioni. Due artisti, due universi estetici molto diversi tra loro: una sfida che richiede versatilità, coerenza e una forte capacità di interpretazione.

Antonio Pulvirenti (veste Samurai Jay)


Sempre appartenente al mondo rap e trap è Antonio Pulvirenti, che quest’anno veste il cantante Samurai Jay con capi firmati Dsquared2 e Dickinson Lim. La sua cifra stilistica è riconoscibile: riesce a tradurre una estetica decisamente rap in combinazioni comprensibili anche al grande pubblico, costruendo un immaginario alternativo ma accessibile, sempre attento ai dettagli e agli accessori. Il suo nome circola da tempo negli ambienti della musica e della moda, anche grazie al legame con il brand PDF Channel di Domenico Formichetti, realtà strettamente connessa alla scena rap e trap non solo italiana ma anche internazionale, favorita dalle numerose connessioni del settore.

Francesca Piovano (veste Maria Antonietta e Colombre)


Fashion editor di Rolling Stone, stylist e consulente, Francesca Piovano è anche founder di un piccolo brand di gioielli handmade, Eco di Sirene. Approda al Festival come stylist di Maria Antonietta e Colombre (alias Letizia Cesarini e Giovanni Imparato), già considerati tra gli outsider più interessanti di questa edizione e miei personali preferiti in gara. Il suo sguardo non è soltanto quello di chi conosce la moda dal punto di vista editoriale, ma anche di chi ha una forte sensibilità musicale e manualità creativa. Dai suoi lavori ci si aspetta un utilizzo sapiente di texture, sovrapposizioni e palette di non-colori, in linea con la poetica degli artisti che segue. L’esibizione di Colombre e Maria Antonietta di ieri sera si colloca esattamente in questa linea, uno spirito un po’ anni Settanta che si cristallizza nell’abito bianco corto con maniche a sbuffo scelto da Piovano per la sua cantante. Le maniche, ricoperte da margherite intessute, si ispirano all’abito indossato da Nada in occasione della sua esibizione a Sanremo del 69, una linea estetica molto azzeccata che fa presagire riferimenti stilsitici un po’ alla “figli dei fiori” per le prossime serate.

Marco Ferra ed Ellen Mirck (vestono Elettra Lamborghini)


Un duo creativo quello alle spalle di Elettra Lamborghini. Lui fashion e celebrity stylist italiano, lei fashion stylist e sustainable editor olandese: Marco Ferrari ed Ellen Mirck lavorano a stretto contatto per costruire l’immagine sanremese di Elettra. Il duo si è affermato nel settore look dopo look, consolidando una collaborazione solida e riconoscibile. Ellen Mirck è contributing editor di Vogue Arabia e collabora con testate internazionali come Vogue Brazil, Lampoon, Numéro NL, Tank e Cap 74024.
Per Sanremo 2026 gli stilisti avevano anticipato che avrebbero scelto marchi di couture: e infatti, Elettra è apparsa ai Green carpet in un abito da sera di velluto scuro di Yanina Couture, mentre per la sua prima esibizione ha indossato una creazione di Tony Ward Couture: abito lungo e sinuoso nero con tulle in trasparenza frontale e decori intesiti dorati sul corpetto.

Francesco Mautone (veste Chiello)


Giovanissimo romano, di soli 28 anni, Francesco Mautone è uno stylist che ama muoversi fuori dagli schemi. La sua ricerca si colloca a cavallo tra moda e musica, ma sempre con uno sguardo personale e poco incline alle convenzioni. Riservato e lontano dalle dinamiche mondane, si definisce più interessato alla ricerca della bellezza che all’esposizione sociale. Per il debutto sanremese di Chiello Mautone si è attenuto alla linea solitamente scelta dal cantante: toni scuri, tagli minimal dai riferimenti un po’ vampireschi. Per il debutto di ieri protagonista un total look Emporio Armani, composto da Napoleon jacket attillata su pantaloni neri scuri dal tagli dritto, un ensemble molto elegante, a contrasto con la capigliatura un po’ irriverente del cantante.

Gaia Bonfiglio (veste Mara Sattei e Tredici Pietro)


Nata a Trapani nel 1996, Gaia Bonfiglio si forma all’Accademia di Belle Arti di Palermo e prosegue il suo percorso allo IED di Milano, città in cui oggi vive e lavora. È proprio nel capoluogo lombardo che, come ha raccontato a Vogue Italia, sente di aver affinato il proprio linguaggio visivo e definito con maggiore consapevolezza la propria estetica. Per tre anni lavora come assistente di Simone Furlan, un’esperienza che lei stessa definisce fondamentale per apprendere rigore, disciplina e attenzione al dettaglio. Successivamente decide di intraprendere un percorso indipendente, costruendo un rapporto diretto con i clienti e sviluppando una visione sempre più personale. Arrivare al suo primo Sanremo, curando i look di Mara Sattei e Tredici Pietro, rappresenta per lei una tappa cruciale. Il suo metodo si basa sull’ascolto e sulla fiducia reciproca: ogni look nasce da un dialogo costante con l’artista, con l’obiettivo di intrecciare il suo immaginario con quello di chi sale sul palco. Mentre Mara Sattei sceglie Vivienne Westwood, riconoscibile ieri in un abito nero caratterizzato dal tipico corpetto bustier trademark del brand, Tredici Pietro appare in un semplice completo doppiopetto nero ton su ton, scelta sobria ed elegante per il suo debutto.

Kristi Veliaj (veste Nayt)


Debutto al Festival di Sanremo per entrambi: Nayt, pseudonimo di William Mezzanotte, classe 1994, rapper conosciuto tra i più giovani, e Kristi Veliaj stilista milanese che si muove nel tessuto moda da diversi anni. Collaboratrice per svariati magazine di settore, tra cui Vanity Fair, Kristi è conosciuta per un minimalismo sofisticato, che abbiamo visto dialogare bene con l’animo street del cantante: ieri Nayt indossava infatti un completo nero dal taglio minimal, a dare un tocco un po’ particolare al look l’aggiunta di catene dorate che pendevano dalla casacca: un dettaglio tra lo street e il gioiello che si può leggere come gioco intelligente di reference militaresche che univano il gusto della stilista al mondo rap del cantante.

Simone Folco (veste Patty Pravo)
 Folco rappresenta in questo elenco una figura un po’ atipica, essendo per Patty Pravo ben più di un semplice stilista. Nato a Roma nel 92, dopo il diploma presso il liceo classico decide di approfondire la propria formazione nel settore frequentando l’Accademia d’Alta Moda Koefia, dove affina le sue competenze stilistiche e sartoriali. Durante gli anni di studio, inizia a disegnare e realizzare abiti da sposa per diverse clienti. Ed è in questo periodo che incontra Nicoletta Strambelli, nota al grande pubblico come Patty Pravo, con la quale instaura una collaborazione professionale e personale di grande rilievo. Diviene infatti il suo stylist ufficiale, curandone l’immagine in occasione di trasmissioni televisive, partecipazioni al Festival di Sanremo, tournée e servizi fotografici per riviste, e nel tempo ottiene il ruolo più ampio di assistente personale e collaboratore nelle attività professionali e nella vita quotidiana dell’artista.

Nicolò Grossi (veste Ermal Meta)

Già svelato invece il brand selezionato dallo stilista Nicolò Grossi per Ermal Meta, che per questo festival ha instaurato una collaborazione con il brand italiano Trussardi. «Con Ermal Meta abbiamo scelto di intraprendere un percorso creativo insieme a Trussardi, brand che da sempre coniuga eleganza, autenticità e spirito contemporaneo» svela lo stylist a Vanity Fair. E aggiunge: «la collaborazione nasce dal desiderio di tradurre l’universo emotivo del brano in forma, tessuto e colore attraverso calde e profonde tonalità della terra che richiamano radici, identità e memoria. Ogni scelta cromatica, ogni dettaglio sartoriale e ogni silhouette sono stati studiati per riflettere le sfumature, le tensioni e le vibrazioni che Ermal porterà sul palco di Sanremo».

Michele Potenza (veste Fulminacci, Francesco Renga e Luchè)

«Super chic ma con anima rock», così descrive i look scelti per Renga il suo stylist, Michele Potenza. Alla sua seconda partecipazione al festival, lo stylist si trova a vestire tre artisti dall’animo musicale profondamente diverso l’uno dall’altro. Celebrity stylist ormai affermato, conosciuto per aver vestito personalità del mondo dello spettacolo italiano come Bresh e Rocco Hunt fino all’ormai star internazionale Damiano David, Potenza riesce a far emergere il carattere dei tre musicisti rispettandone l’indole ed estetica. Simbolo ben riuscito è per esempio Luchè, che appare ieri in un total look Louis Vuitton che rispecchia in pieno lo stile sporty chic che ci immaginiamo consono ad un rapper sul palco di un festival pop: pantaloni baggy su felpa nera in velluto e camicia bianca.


[📷 IPA]

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