Salvador Dalí: quando il Surrealismo si siede a tavola

Artista eclettico e dalle mille sfaccettature, Salvador Dalí utilizzava qualsiasi materiale o metodo per esprimere la sua verve artistica e dare forma al suo spirito creativo. Nel corso della sua lunga carriera, oltre ai dipinti, ha realizzato abiti, oggetti di design (come la famosissima bocca-divano, poi ripresa e prodotta in diverse versioni per esempio da Gufram), film iconici in collaborazione con Luis Buñuel, oltre a gioielli, sculture e oggetti d’uso quotidiano.

Nella Parigi degli anni Trenta, Dalí si circondò di un gruppo di amici attivi in discipline molto diverse, andando ben oltre i confini della pittura. Collaborò con designer come Jean-Michel Frank, portando la propria immaginazione surreale nel mondo reale. I suoi taccuini erano pieni di disegni espressivi e strani: possedevano la stessa ossessiva e paralizzante precisione del dettaglio che si ritrova nei suoi dipinti e erano pensati per essere realizzati e per circondarlo fisicamente. Alcuni brand spagnoli, come BD Barcelona, hanno acquistato i diritti di produzione di alcuni pezzi da lui progettati, oggi nuovamente in produzione. Bellissime, ad esempio, le sedute Leda, la lampada-scultura Muletas o le celebri maniglie dorate.

L’ultima mia scoperta nell’ambito degli oggetti realizzati da Dalí è un set di posate scovato per caso navigando online, e che ho trovato davvero straordinario. Si tratta di un set di posate realizzato nel 1957 in argento dorato, edizione limitata di 99 pezzi, composti da forchetta a quattro e tre denti, due coltelli, cucchiaio da portata e cucchiaino. Queste posate sono vere e proprie opere d’arte: la minuzia dei dettagli è incredibile e più le si osserva, più emergono particolari unici. La conca dei cucchiai richiama i petali dei fiori, con venature e punti di colore delicatamente accennate lungo la curva. Il manico dei coltelli evoca la corteccia degli alberi o le ramificazioni interne delle foglie, mentre quello dei cucchiai si avvolge a spirale come una chiocciola, e le punte delle forchette emergono dal manico come tridenti marini, affusolati e appuntiti. L’intero set sembra il risultato di un incontro tra terra e mare, fuso in metallo prezioso.

Nel catalogo d’asta di Sotheby’s si trova il titolo di ciascun elemento, inciso con firma e numerazione: “Forchetta a quattro denti con manico a forma di pesce”, in argento dorato con occhi in zaffiro, “Forchetta-elefante a tre denti”, in argento dorato con occhi in rubino, “Coltello-chiocciola con lacrime”, in argento dorato con quattro pendenti in cristallo di rocca, “Coltello a foglia”, in argento dorato e “Piccolo cucchiaio-carciofo e cucchiaio-carciofo” in argento dorato con foglie di carciofo smaltate e policrome.

Insomma, questo è solo l’ultimo esempio, e forse uno dei più sorprendenti, di un estro creativo che non conosce limiti né confini disciplinari. Anche nell’oggetto più quotidiano, Dalí riesce a insinuare il dubbio, la meraviglia e un leggero senso di straniamento, trasformando il gesto ordinario del mangiare in un’esperienza immaginifica.


[📷christies.com]

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