Saks Global: che cos’è il Chapter 11 e tutti i motivi dietro l’istanza di fallimento

Solo poche ora fa il gruppo di retail di lusso americano Saks Global ha dichiarato istanza di fallimento, con un comunicato stampa che ha fatto immediatamente il giro di tutti i media internazionali. Questa procedura fallimentare volontaria, nota come Chapter 11, è solo l’ultimo epilogo di una lunga serie di crolli da parte dell’azienda, che ormai da tempo si trova in una situazione di indebitamento iniziata con l’acquisizione della catena Neiman Marcus. La società – che al suo interno comprende appunto le catene Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman -, nel 2024 ha infatti avviato l’acquisizione di Neiman Marcus, un’operazione da circa 2,7 miliardi di dollari che ha gravato pesantemente sul bilancio del gruppo. La combinazione di alto indebitamento e cicli economici difficili, con la domanda di beni di lusso in leggera contrazione, ha messo sotto pressione la liquidità dell’azienda.

Nel dicembre 2025 Saks Global aveva mancato un pagamento di interessi di oltre 100 milioni di dollari, collegato al debito derivante dalla fusione, segnalando l’intensificarsi della crisi. La società aveva già tentato di alleggerire il debito tramite la vendita di asset, come la proprietà di Neiman Marcus a Beverly Hills, senza però ottenere sollievo sufficiente. Per sostenere il processo fallimentare, Saks Global ha ottenuto un pacchetto di finanziamenti da circa 1,75 miliardi di dollari da parte di creditori e investitori. Questo capitale comprende fondi di debtor-in-possession per mantenere operative le attività durante la riorganizzazione e ulteriori risorse da erogare al momento dell’uscita dal Chapter 11, attesa entro la fine dell’anno. La società ha anche annunciato un cambio ai vertici, nominando l’ex CEO di Neiman Marcus Geoffroy van Raemdonck come nuovo CEO del gruppo. «Sono impaziente di assumere il ruolo di amministratore delegato e di proseguire la trasformazione dell’azienda affinché Saks Global continui a svolgere un ruolo centrale nel futuro del commercio al dettaglio di lusso”» ha dichiarato van Raemdonck.

Tuttavia, la documentazione relativa al Chapter 11 fornisce un quadro preoccupante delle⁠ fatture non saldate dall’azienda ai marchi moda, con Chanel come maggiore creditore non garantito con circa 136 milioni di dollari di crediti, seguita da Kering, proprietario di Gucci, con circa 60 milioni di dollari e da LVMH con circa 26 milioni di dollari. Ma la lista vede anche nomi come Capri Holdings, Mayhoola e Richemont. Anche un marchio con sede a Shanghai, Rosen-X, è entrato in classifica, piazzandosi al terzo posto con un credito di 41,4 milioni di dollari. Tuttavia, l’elenco dei 30 principali creditori è solo una piccola parte di coloro in attesa di pagamento: Saks stima di avere tra 10.001 e 25.000 creditori, il che significa che la stragrande maggioranza dei fornitori, molti dei quali più piccoli e indipendenti, sono in attesa di pagamenti che potrebbero non vedere mai.

Sebbene spettino a loro le somme più ingenti, secondo Susan Scafidi, founder del Fashion Law Institute, marchi come Chanel e Gucci se la caveranno benissimo. «Chanel sopravviverà e prospererà, e probabilmente verrà pagata 100 centesimi per dollaro», ha dichiarato a BOF Scafidi. «Sono i venditori più piccoli, i brand indipendenti, a cui si devono meno soldi che ne risentiranno, perché per quanto si tratta di debiti più esigui, confrontati alle loro attività, risultano comunque perdite significative».

[📷Instagram: saks]

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