Quello della sensualità è un concetto estremamente caro ai francesi, per non dire sacro. La seduzione è parte del loro DNA e della loro storia, sia che essa venga espressa attraverso scollature enfatizzate da preziosi collier alla stregua delle cortigiane di Versailles, sia che venga alimentata sottilmente da sguardi malinconici, camicie rubate al guardaroba di lui, segni di rossetto su calici di vino, lettere d’amore scritte nel cuore della notte e l’odore di giacca in pelle mista a sigarette in un bistrot in una piovosa sera d’autunno come un’altra.
Tutta questa narrativa, diffusa negli anni dai libri, film della Nouvelle Vague e personalità di spicco, ha contribuito non poco a consacrare Parigi come capitale dell’erotismo, e tra i fautori di ciò non possiamo non citare anche Yves Saint Laurent. Le sue collezioni sono sempre state innovative ma seducenti, pratiche e rivoluzionarie ma anche pervase da una certa promessa di desideri inconfessabili e percepibili da piccoli dettagli: una camicia lasciata cadere con svogliato languore, un soprabito indossato senza niente sotto, un completo maschile che diventa emblema di provocazione irresistibile.
Anthony Vaccarello ha sempre cercato di rispettare i codici identificativi di Yves e ha scelto di farlo anche questa sera, con lo show dedicato alla collezione womenswear Summer 2026, tenutosi nel cuore di Parigi e alle spalle del suo simbolo più conclamato, la Tour Eiffel. Un tripudio di fiori bianchi dal profumo quasi narcotico ha sedotto i numerosi invitati che hanno assistito alla sfilata che, pur non portando di fatto nulla di nuovo, riesce sempre a dimostrarsi convincente per quel mix unico di solennità, fascino e l’inconfondibile parisian touch. Le silhouette, che avevamo visto anche nella collezione invernale, riconfermano la passione di Vaccarello per gli anni ’80: il sopra enfatizzato da spalle maxi e squadrate e il sotto minimizzato da pencil skirt sinuose. È un tripudio di pelle nera e camicie bianche, l’oscurità e la purezza che si incontrano per un risultato dove il classico non rinuncia al proibito.
Il soprabito è il grande protagonista della collezione, indossato come capo unico: i tessuti tecnici sono impalpabili e svelano seducentemente il corpo, la palette colori è calda e intensa. Un capo che si basta da solo perché less is more, ma a patto di non rinunciare ai gioielli: decisamente bold, sontuosi, iper decorati. Il finale prende una svolta couture con una lunga serie di abiti/mantella over, che fluttuano coreograficamente all’aria tenera della notte parigina. Impreziositi con rouches e balze e presentati in diverse color palette, sono un tripudio di romanticismo dove passato e presente si incontrano, dove la regalità di corte incontra quel periodo a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 di Saint Laurent per rivivere ancora oggi, più forte che mai. Come sempre, tantissimi gli ospiti presenti: l’icona Madonna e sua figlia Lourdes, Kate e Lila Moss, Hailey Bieber, Zoë Kravitz, Carla Bruni, Eva Herzigova, Charli XCX, Linda Evangelista, Renée Zellweger, Amelia Gray, Iris Law, Central Cee, Rosé e tanti altri.
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