Pochi marchi hanno dei codici talmente identificativi da essere eterni. Saint Laurent è uno di quelli. La maison parigina da anni capitanata con successo da Anthony Vaccarello, riesce a rimanere fedele al linguaggio personalissimo e, al contempo, innovativo di Monsieur Yves, pur restando appetibile nella contemporaneità. Yves e i completi sartoriali maschili “prestati” al guardaroba femminile, Yves e il suo amore per l’esotico, Yves e l’essenza della “femme parisienne” ma intrisa di molteplici sfaccettature. Yves e il dailywear rivisitato in chiave iper sofisticata. Mai banale, mai scontato, sempre pervaso da un dualismo tra alto e basso, luce e tenebra, eleganza senza tempo e sperimentazione audace.
Ma soprattutto, Yves e le sue muse; una su tutte, Loulou de La Falaise, musa, amica, confidente, modella, ispirazione vivente. L’emblema più esclusivo del “bohème-chic” molto prima che questa parola prendesse il sopravvento, anche un pò troppo genericamente, nel panorama della moda internazionale. Lei, bohème, lo era nell’animo, tra gli illustri natali e quella spregiudicata voglia di andare lontano, lasciandosi affascinare di volta in volta da qualche storia inesplorata. Con i suoi foulard nei capelli, le maxi skirt gitane, le ampie bluse, le cappe e la moltitudine di gioielli ora classici ora recuperati in uno dei suoi viaggi in terre d’Oriente, Loulou è la quintessenza dello stile Saint Laurent, un’icona della moda che continua a far battere il cuore di molti, designer compresi.
Vaccarello si è ispirato proprio alla platonica “storia d’amore” tra Yves e Loulou nella collezione Spring 25, soprattutto per quanto riguarda i look composti da maxi dress in broccato e gioielli oversize abbinati a sofisticate bandane tra i capelli. Luxury folk e contaminazioni tra gli anni ’70 e gli ’80, l’essenza dello show è ora presente anche nella nuova campagna dedicata alla Resort ’25. Negli scatti di Katja Rahlwes vi è tuttavia un abito in particolare che ha conquistato l’attenzione degli appassionati del brand; un abito dall’allure boho con ampio scollo a barca arricciato, dettaglio che ritroviamo anche all’altezza del punto vita, gonna svasata e maniche lunghe e ampie con polsini arricciati. Un tripudio di romanticismo gitano ma in chiave tutto sommato minimalista, ma soprattutto un abito che sembra conferire un senso di libertà, che è quello che poi ha sempre caratterizzato Loulou de La Falaise e in generale tutti gli anni ’70.
L’abito venne già proposto da Yves Saint Laurent per la Fall Winter 2001 ed è stato un must have di tantissime celebrities in quegli anni. Lo abbiamo visto, nella sua versione sexy e nera, su una splendida Charlize Theron, ma anche sulla sempre iconica Claudia Schiffer. E ancora, in versione candida da vestale, indossato dalla sempre solare Kate Hudson e anche nell’elegante blu navy dalla top model Linda Evangelista. Ora, l’abito rivive nella collezione disegnata da Vaccarello e chissà se anche questa volta sarà destinato alla viralità.
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