Sofisticata, suadente, vellutata, misteriosa. Anche se avete poco più di vent’anni e sui social vi siete imbattuti in brani come “Smooth Operator” o “No Ordinay Love”, non avrete potuto fare a meno di lasciarvi sedurre dalla voce dell’artista dietro alcuni dei brani più iconici degli anni ’90, tornati virali proprio di recente. Stiamo parlando di Sade Adu, cantante dal timbro unico e voce del gruppo britannico Sade. Complice l’effetto nostalgia di TikTok e delle celeb che scelgono proprio alcune delle sue hit come colonna sonora dei loro post, Sade non è stata solo un’artista completa e affascinante di grandissimo talento, ma un’icona a tutto tondo, di quelle che sanno racchiudere, nella loro immagine, fattori X come stile, carisma, presenza scenica. Il tutto senza urlare, ma con quell’allure tanto riservata quanto sensuale che l’ha resa ipnotica, nella sua voce – da ascoltare in loop senza stancarsi mai – ma anche nei videoclip del tempo, dove impartisce lezioni di stile indimenticabili e che meritano tutta l’attenzione degli spettatori, ieri come oggi. Non è un caso che il Times la definì “The Queen of Cool”.
Nata in Nigeria nel 1959, figlia di un docente universitario nigeriano e di un’infermiera inglese, dopo la separazione dei genitori, all’età di soli quattro anni, Helen Sade Adu, nome d’arte di Helen Folasade Adu, si trasferisce in Inghilterra con la madre e il fratello, crescendo nell’Essex. La sua vena creativa e la passione per la moda fu chiara sin dalla più tenera età, quando al college scelse di studiare presso la famosa St. Martin’s School of Art di Londra, conseguendo un diploma come fashion designer. Una formazione fondamentale nella costruzione del suo mito, dato che sin dagli esordi della sua carriera musicale, Sade si distinse per scelte stilistiche molto precise e assolutamente contemporanee. Nel fragore a tratti eccessivo degli artisti a cavallo tra anni ’80 e ’90, Sade sceglie una strada completamente diversa, anticipando il minimal-chic che prese definitivamente piede negli anni ’90. Se Carolyn Bessette divenne l’icona del minimalismo occidentale, Sade era ugualmente effortless, aggiungendo a questo una componente esotica e ancor più personale, con look sofisticati ma naturali, essenziali ma finemente costituiti sui contrasti e su scelte ponderate. Jeans a vita alta, polo, cardigan e mocassini, corredati di maxi bag, si alternano a pantaloni fascianti, camicia bianca a pois neri, guanti in pelle e cinturone con fibbia larga da torero, boleri d’ispirazione ispanica. E, inutile a dirsi, la Gen Z la adora.
Nessun logo o scritta vistosa, ma capi senza tempo e trasversali. Bianco e nero, tagli dal design studiati e sussurrati – come quelli che ritroviamo nel famoso abito bicolore con schiena scoperta -, labbra rosso scarlatto come marchio di fabbrica e capelli rigorosamente tirati indietro con una coda o una lunga treccia corvina e grandi orecchini a cerchio. Tutti elementi di un signature style che ancora oggi appare irresistibile. E ancora, giacche biker in pelle, ballerine, leggings Capri e completi composti da gonna midi e crop top, anche a collo alto. Il perfetto connubio tra sexy e compostezza, tra nostalgia e modernità. Così come la sua voce, patrimonio universale capace di emozionarci ancora oggi, a ogni ascolto.
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