In Ungheria prima di abortire sarà obbligatorio ascoltare il battito cardiaco del feto. È la notizia che ha fatto infuriare in molti in quanto a partire dal 15 settembre il personale che si occupa di interruzioni di gravidanza sarà obbligato a presentare alle donne intenzionate ad abortire una prova “chiaramente identificabile delle funzioni vitali del feto”. In tal proposito è intervenuta anche Sabrina Ferilli che non si è tirata indietro dall’’esprimere la propria idea assolutamente contraria.
«Un modo per tentare di disincentivare le interruzioni di gravidanza. La donna continua comunque a essere l’individuo al quale sono rivolte più forzature e umiliazioni. La nostra utilità è solo nel procreare. Come un mammifero qualsiasi. Ma se decidi di prenderti in mano la tua vita, di fare scelte autonome che escono fuori dalle direttive della società, che sono ancora “ridotte” a moglie e madre… sono ca*zi. Siamo addirittura arrivati alle torture del 2000 come l’Ungheria chiede. Ogni giorno ci tolgono qualcosa, ogni giorno un’umiliazione in più, meschinamente, nel mondo e da noi. Politici femmine e maschi muti e inermi. Che orrore. Che pena».