Sabrina Ferilli a Sanremo con un monologo sulla “leggerezza”

Co-conduttrice della serata finale del Festival di Sanremo, Sabrina Ferilli ha deciso di portare sul palco dell’Ariston un non-monologo incentrato, principalmente, sulla leggerezza.

«Volevo tranquillizzare tutti, perché vi vedo già sull’attenti per ciò che sto per dire. Rilassatevi, perché ho una notizia da darvi: non ho un monologo. M’hanno detto: vai a Sanremo, fai un monologo! So’ due anni che famo monologhi dentro casa chiusi, soli, coi lockdown» ha dichiarato la Ferilli, che aggiunge: «Possiamo parlare di body positivity, di mansplaining, di schwa, sono tutti argomenti estremamente importanti. Però io penso che per parlare di questi argomenti bisogna che lo faccia chi su questi argomenti si sporca le mani veramente. Perché io sono rispettosa delle competenze altrui, e quindi trovo che ognuno debba parlare di quello che sa. E anche perché se non fosse così, io nel sottopancia avrei scritto attrice, virologa, allenatrice di calcio, esperta di calamità naturali. Che sono grosso modo tutti i temi dell’italiano medio sui social. Se ci fate caso sanno parlare di tutto, non c’è una persona che non da un suo commento su qualsiasi cosa che, voglio dire, ci vuole pure coraggio perché non è una cosa così semplice (…). Poi mi sono detta, “ma perché la presenza mia deve essere legata a un problema stasera? Non basto, io?”».

 «Sono io il mio monologo. La mia storia, le mie scelte, la mia professione, la tenacia con cui mi sono presa quello che mi dovevo prendere sono le cose migliori che mi possano accompagnare su questo palco e che possano accompagnare ogni donna, ovunque: la nostra storia. Se io ho scelto questa strada non è che non sappia cosa succede, quante cose sono da cambiare, quante da aggiustare, non è che sono una di quegli stolti come nel film “Don’t look up” che mentre la cometa va dritta verso la terra, si gira dall’altra parte e va su Telegram a vedere cosa succede. Ecco, no. Io non sarò mai questo. È che semplicemente ho scelto questa strada della leggerezza perché, come diceva Calvino, in tempi così pesanti, bisogna saper planare sulle cose con un cuore senza macigni e perché la leggerezza non è superficialità».

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