Un embargo che ha oscurato i più importanti social del mondo. È quello che negli ultimi giorni è accaduto in Russia, il Paese responsabile dell’invasione dell’Ucraina. Il botta e risposta tra Occidente e Putin ha scatenato una serie di sanzioni e di addii delle principali multinazionali, che hanno abbandonato il territorio russo. Ma è sull’informazione che si è inasprita la guerra. Prima la Russia ha inaugurato una nuova legge che condanna chi diffonde fake news con il carcere, poi ha bandito le app più visitate e conosciute al mondo. Un modo per evitare la diffusione di materiale che vada contro la propaganda pro-Cremlino.
In un colpo solo Tik Tok ha smesso di funzionare, per sua decisione, mentre Facebook, Twitter e Instagram sono stati oscurati dal governo russo. Gli utenti, disperati per la chiusura, provano in ogni modo ad aggirare le restrizioni. Negli ultimi giorni c’è stata un’impennata dei download di VPN, per provare a connettersi alle app amate, oltre a numerose iniziative di hacker che tentano di sovvertire questi divieti. Ma nel frattempo i russi come comunicano? Quali social sono consentiti nel territorio della Federazione?
VKontakte è l’app di riferimento dei russi con 210 milioni di utenti registrati, ha una disposizione simile a quella di Facebook, seguita a ruota dall’altro social di stampo russo Odnoklassniki. Il nome significa letteralmente significa “Compagni di classe”, perché nato come piattaforma per mettere in contatto vecchi compagni di scuola. È il secondo social più usato in Russia, amato dagli over 30. Telegram, invece, è stato preso d’assalto dopo la chiusura di Instagram, grazie alla presenza massiccia di gruppi indipendenti che sfuggono alla censura e diffondono aggiornamenti sulla guerra in Ucraina. È uno degli ultimi baluardi dell’informazione libera in Russia.
Resiste alla chiusura YouTube. L’app di Google è l’unica tra quelle dei Big Tech a essere ancora funzionante sul territorio russo, nonostante l’ombra che la assale, con le voci di censura da parte del governo russo che si intensificano. In quel caso una versione russa ci sarebbe già: si chiama RuTube e potrebbe essere la meta di quegli youtuber “orfani”, vista la precisa somiglianza con la piattaforma di Google. Moy Mir è invece un’estensione di VKontakte, che somiglia al vecchio Google+. Molto forte tra gli appassionati di videogame, che si scambiano pareri e informazioni sulle nuove uscite.
In chiusura una delle notizie delle ultime ore. È Rossgram, la risposta russa a Instagram. Uscirà il 28 marzo e sarà in tutto e per tutto somigliante al social di Meta oscurato dal governo russo. Insomma, tra copie e censure, la Russia continua a comunicare, ma sempre con il controllo dominante del Cremlino e del suo regolatore delle telecomunicazioni, Roskomnadzor.