Il concerto di Travis Scott al Circo Massimo è stato un indiscutibile successo, ripreso dai media di tutto il mondo, anche loro spettatori dello show che il 7 agosto si è tenuto non solo sul palco, ma anche tra il pubblico: erano in 70mila a divertirsi tra cori e salti, con un’intensità tale da essere rilevata addirittura dai sismografi. Un fatto, questo, che ha fatto storcere il naso a qualcuno.
“Il Circo Massimo è un monumento. Non è uno stadio, né una sala concerti. Questi mega-concerti rock lo mettono a rischio, come a rischio in prospettiva è anche il Palatino che è lì accanto”. Con queste parole rilasciate all’agenzia “Agi”, Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo, ha espresso tutto il suo disappunto per quanto accaduto.
“Gli eventi musicali a mio avviso si possono realizzare ma ben selezionati, come l’Opera e i balletti”, ha aggiunto la direttrice, specificando: “I concerti rock andrebbero tenuti negli stadi anche per non mettere a repentaglio la pubblica incolumità”.
Va detto che quello del rapper americano non è il primo concerto al Circo Massimo: già nel 2014 vi avevano suonato i Rolling Stones, e solo quest’anno si erano esibiti anche i Guns’n Roses prima e gli Imagine Dragons poi. “Finora non ci sono stati danni al patrimonio, ma non sappiamo cosa potrà succedere”, ha concluso la dottoressa Russo.
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