Vi ricordate quando ogni ristorante ‘cool’ puntava su un’estetica vintage? Tra lampadari e banconi trovati nei mercatini più ricercati dell’antiquariato, panche in legno dall’aspetto vissuti, cuscini in velluto boudoir e candele dall’atmosfera d’altri tempi, l’interior design “datato” ha senza dubbio dominato la scena della ristorazione da copertina. Un modo per far sentire il cliente accolto ma anche per mostrare una sensibilità sensoriale ben oltre quella puramente gustativa. Anche perché, ormai si sa da tempo, il successo di un posto deriva anche dall’impatto estetico che questo ha sul pubblico, considerato un ottimo canale di comunicazione. Eppure, ora la tendenza sembrerebbe virare verso altro.
Sarà forse merito del successo della serie American Love Story, sulla storia d’amore tra Carolyn Bessette e JFK Junior? Le atmosfere della New York anni ’90 e il minimalismo rigoroso ma sofisticato degli uffici di Calvin Klein dell’epoca hanno conquistato spettatori e utenti dei social media. Ma non solo. Saranno almeno due stagioni che l’office-core, ovvero la tendenza che si ispira ai contesti corporate tra austerità ed essenzialità di lusso hanno dominato i nostri feed, e dalla moda alla ristorazione il passo è breve. Ora, i ristoranti e i bar non vorrebbero assomigliare a cafè d’altri tempi ma a uffici chic. Un trend che sta prendendo piede a New York, centro del mondo e vetrina obbligatoria di ogni tendenza che faccia la differenza, e non abbiamo dubbi che possa rapidamente espandersi ovunque nel resto del mondo.
Un esempio? Al ristorante Bridges, incastonato nel cuore di Chinatown, il décor parla una lingua precisa: applique cromate, sedie scolastiche austriache, mattoni in vetro ondulato. È un’estetica nitida, controllata, quasi distaccata, con quell’aria volutamente anonima che ricorda un ufficio. O meglio, la sua versione idealizzata. Linee pulite e rigore visivo segnano un cambio di rotta netto rispetto agli anni passati, quando i ristoranti di New York oscillavano tra suggestioni rustiche da fienile e atmosfere da boudoir decadente.
Oggi Bridges non è un’eccezione, ma parte di un movimento più ampio: quello che potremmo definire high office aesthetic. Da Naro, ristorante coreano contemporaneo aperto nel 2022 all’interno del Rockefeller Center, pannelli off-white e sedute minimali sembrano dialogare direttamente con lobby e sale riunioni. A Brooklyn, Eflux / Laika interpreta invece l’ufficio americano in chiave design: sedie impilabili in compensato firmate Jasper Morrison e file ordinate di tavoli identici. Il risultato? Un’estetica che trasforma il quotidiano in stile, dissolvendo il confine tra lavoro e tempo libero.
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