La coerenza nella contraddizione. Il dipinto di René Magritte del 1954 “L’empire des lumières”, conosciuto in italiano come “L’impero delle luci”, è stato venduto all’asta da Christie’s a New York per 121 milioni di dollari, superando la stima iniziale pari a 95 milioni di dollari. La casa d’aste ha descritto l’opera d’arte come il “gioiello della corona” della collezione di Mica Ertegun, un’influente designer d’interni e filantropa rumena-americana scomparsa nel 2023. «Un’icona del surrealismo, il Magritte di Ertegun è probabilmente il più bello, il più abilmente creato e il più incredibile della serie», ha dichiarato Max Carter, vicepresidente della divisione arte del XX e del XXI secolo di Christie’s, aggiungendo: «Come l’occhio di Mica, è perfetto».
Un’opera dove l’ordinario diventa straordinario, e che perfettamente riassume la contraddizione del quotidiano espressa dall’artista surrealista, grazie al potente gioco di luci e ombre che immerge il paesaggio dove giorno e notte convivono nello stesso momento. Tra il 1949 e il 1964 Magritte ha creato diciassette versioni di questo tema, ognuna leggermente diversa dall’altra, ma tutte dimostrazione dell’infinita ricerca dell’artista e della sua capacità di portare alla luce – letteralmente – il potenziale poetico della realtà che ci circonda e di soggetti apparentemente semplici, come il cielo. Una scena intrigante e a tratti inquietante, la cui potenza è ulteriormente rafforzata dall’attenzione ai dettagli tipica dell’artista, rivelandosi una delle opere più emblematiche del surrealismo magrittiano: una contraddizione inaspettata dove tutto è familiare e al tempo stesso misterioso.
«Per me non è una questione di dipingere “realtà” come se fosse prontamente accessibile a me e ad altri, ma di rappresentare la realtà più ordinaria in modo tale che questa realtà immediata perda il suo carattere mite o terrificante e si presenti con mistero», disse lo stesso Magritte parlando della sua visione dell’arte, come riportato dalla casa d’aste la cui ultima vendita rappresenta un record per l’artista e per ogni altro surrealista.
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