Arte nell’arte. È così che potremmo definire la Casa Museo Remo Brindisi, uno spazio multiuso destinato a conservare la collezione del grande maestro della pittura italiana, insieme alle opere di altri celebri artisti, come Giorgio De Chirico, Arturo Martini e Mario Ceroli.
Questa Casa Museo rappresenta la perfetta integrazione tra architettura e design voluta dallo stesso Remo Brindisi, desideroso di creare un luogo in cui l’arte potesse trovare la sua massima espressione. All’interno dell’edificio si trova il Museo Alternativo, progettato dall’amica Nanda Vigo, che nel 1973 inaugurò un ambiente “cronotopico”, in cui luce e materiali trasparenti giocano un ruolo fondamentale nel creare spazi da esplorare e scoprire.


L’edificio è caratterizzato da un grande cilindro centrale che collega i diversi piani con gli spazi abitativi, lo studio e le sale espositive. Un gioiello architettonico che Brindisi curò fino all’ultimo momento, perseguendo l’idea di trasformare la sua residenza estiva in un museo vivente, dove il dialogo tra fantasia e realtà prende vita.
La Casa Museo vanta una vasta collezione di opere, molte delle quali selezionate personalmente da Brindisi per interpretare il proprio tempo. Per l’allestimento di questo spazio, il pittore spiegò di non aver adottato un criterio cronologico o di valore, poiché ogni opera è stata inserita “in un contesto estetico-architettonico” pensato per valorizzarla.
Impegno civile e ironia, grandi tele che abitano gli spazi, sculture riflesse negli specchi alle pareti, angoli della memoria arredati con la collezione personale di giocattoli meccanici. E ancora, astrattismo geometrico, richiami all’arte degli anni ’50 e ’60, Pop Art e Nouveau Réalisme. Le opere esposte nella Casa Museo testimoniano la totale apertura del pittore verso le più diverse esperienze artistiche, che si fondono in un unico linguaggio capace di raccontare la nostra epoca.


[📷 casamuseoremobrindisi.it; Instagram: chiara.temolo]