Rembrandt: il disegno “Giovane leone a riposo” è venduto all’asta per 17,9 milioni di dollari

Sebbene il grande pubblico conosca Rembrandt in qualità di pittore, considerato come uno dei ‘Dutch Old Masters’ noto soprattutto per i famosissimi dipinti “The Night Watch”, o “Danaë”, Rembrandt fu anche uno dei più grandi disegnatori della storia dell’arte. Nel corso della sua carriera artistica, che ricordiamo estendersi dal 1620 al 1665 circa, egli utilizzò spesso il disegno, che considerava come un romanziere considera le annotazioni nel proprio taccuino: un registro intimo e privato di osservazioni, impressioni e sentimenti. Per questo motivo i suoi fogli appaiono spesso ingannevolmente semplici. In realtà, è proprio la spontaneità e l’essenzialità con cui Rembrandt schizzava le sue impressioni a renderli straordinari agli occhi dei conoscitori.

La sua produzione grafica fu tanto prolifica quanto brillante. Di essa sopravvivono circa 1.400 disegni attribuiti con certezza, ma probabilmente almeno altrettanti sono andati perduti. Le cause di queste perdite (incendi, alluvioni e negligenza) si possono intuire osservando i fogli giunti fino a noi. Rembrandt realizzò infatti pochi studi preparatori per i suoi dipinti e ancora meno disegni di presentazione rifiniti, destinati a essere donati ad amici o ammiratori. La maggior parte dei suoi disegni non era collegata a opere maggiori ed era priva di firma: solo una ventina circa recano il suo nome. È quindi probabile che collezionisti inesperti, ingannati dalla loro apparente semplicità e ignari della paternità, li abbiano scartati o trascurati. Gli studiosi riescono a datare oggi i disegni di Rembrandt analizzandone lo stile e l’uso dei suoi materiali prediletti, come il gesso rosso e nero, l’inchiostro, la penna d’oca o di canna, pennello e lavature, strumenti che l’artista padroneggiava con assoluta libertà.

In questo contesto storico e critico si inserisce la recente vendita all’asta di un minuscolo disegno a gesso raffigurante un leone sdraiato. Titolato “Giovane leone a riposo”, il disegno è stato battuto mercoledì da Sotheby’s per 17,9 milioni di dollari, stabilendo così un nuovo record per un’opera su carta di Rembrandt, il cui primato precedente era di 3,7 milioni di dollari. Il disegno entra così a pieno titolo tra i fogli più costosi mai venduti all’asta.

Il risultato ottenuto dal “Giovane leone a riposo” all’inizio della stagione primaverile potrebbe essere un segnale di una più ampia ripresa del mercato dell’arte, che ha iniziato a risollevarsi lo scorso autunno, dopo anni di flessione. Allo stesso tempo, potrebbe indicare una rinnovata fiducia dei collezionisti nel valore sicuro di un nome universalmente riconosciuto come Rembrandt, maestro del Rinascimento celebre per i suoi autoritratti intensi e realistici dai toni terrosi. Al di là del suo significato commerciale, questa vendita invita a riflettere a parer mio sul rinnovato prestigio del disegno come medium. Tradizionalmente considerato meno pregiato rispetto alla pittura, il supporto cartaceo sta infatti oggi mostrando tutta la sua forza. Forse è proprio la sua fragilità, unita alla complessità della conservazione, a rendere un disegno ancora più prezioso quando giunge fino a noi in condizioni perfette. In casi come questo, la leggerezza del mezzo si trasforma in valore assoluto.


[📷sothebys.com]

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