Julien Dossena lo aveva anticipato da qualche giorno: il direttore creativo della maison Rabanne ha scelto di portare in passerella dei pezzi esclusivi, veri e propri gioielli artigianali, recuperati dall’archivio del marchio parigino, fondato da Paco Rabanne, nato Francisco Rabaneda Cuervo, negli anni ’60.
Il marchio, sin dai suoi esordi, si è sempre fatto riconoscere per l’utilizzo di materiali alternativi nelle sue collezioni, alcuni decisamente preziosi, come oro, argento, metalli riflettenti che hanno fatto la fortuna della maison negli anni ’60. Da Jane Fonda a Françoise Hardy, sono state in tante le celeb ad aver indossato gli iconici abiti riflettenti del brand, e ora, quella magia luccicante, rivive ancora, seppur rivisitata, nelle collezioni disegnate da Dossena.
Per la sfilata Spring Summer 2025, tenutasi oggi, 25 settembre 2024, a Parigi, è stata recuperata la “borsa più costosa del mondo”, una riproduzione della Nano Bag del 1969, realizzata in oro 18 carati. La borsa ha richiesto più di 100 ore di lavoro da parte di artigiani e gioiellieri e sarà venduta nella boutique parigina di Rabanne a un prezzo di 250.000 euro. Un vero e proprio tesoro, che è stato trasportato in un camion blindatissimo con tanto di scorta al seguito, dai laboratori di produzione agli uffici della maison.
Il lavoro di Dossena tuttavia, non è stato semplicemente auto celebrativo di un certo barocchismo che facesse eco al passato. Il designer ha presentato una collezione fresca e dinamica, abbagliante quanto basta ma mai troppo artefatta. Lo show, aperto da Gigi Hadid, è iniziato con un tripudio di camicie a righe, maxi parka in tessuto tech, pantaloncini boxer in cotone sapientemente abbinati per un effetto multistrato. Un mood, quello dell’utilitywear, che si è ripetuto spesso nel corso dello show, e che si è saputo abilmente alternare ad abiti in metallo dorato, top brillanti composti da gemme iper riflettenti, mini dress gioiello, e abiti asimmetrici da portare rigorosamente con bomber oversize.
La sperimentazione del materiale, elemento caro a Paco Rabanne, viene qui reinterpretato con l’utilizzo della plastica, dei metalli, delle lavorazioni intricate e caratterizzate dal più puro decorativismo. Il risultato risulta comunque estremamente leggero, i metalli, così come gli chiffon e i tessuti più pratici e usuali come il cotone, fluttuano a pari leggerezza. È una ricchezza, un’opulenza estremamente contemporanea, potremmo quasi definirla asettica e minimale, proprio perché non eccede mai. Anche l’abito più prezioso viene alleggerito da silhouette essenziali, mentre le sovrapposizioni se la giocano facilmente sui look più daily. Anche l’oro può essere molto pratico, non ve l’hanno mai detto?
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