R.Kelly, colui che cantò il celebre brano “I Believe I Can Fly” è stato condannato a 30 anni di carcere per adescamento a scopo sessuale di donne e bambini. Già dichiarato colpevole lo scorso settembre, il cantante era in attesa della sentenza relativa alla pena che avrebbe dovuto scontare. Oltre 25 anni anni fa, lo stesso R. Kelly era già stato accusato e processato, ma mai condannato, di abusi sessuali ma solo oggi, all’età di 55 anni, è detenuto nel Metropolitan Dentention Center di Brooklyn.
I suoi avvocati hanno provato a ottenere una pena meno severa, appellandosi agli abusi che anche il cantante stesso subì in famiglia durante la sua infanzia, ma invano e, oltre alla condanna, R. Kelly dovrà pagare anche una multa del valore di 100mila dollari.
Era «un Pifferaio Magico che adescava minori con i suoi soldi e la sua celebrità» ha dichiarato in tribunale una delle sue vittime, la prima a testimoniare. La stessa che, guardando il cantante dritto negli occhi, ha affermato: «Con l’aggiunta di ogni nuova vittima crescevi in malvagità. Usavi fama e potere per allevare ragazze e ragazzi minorenni e asservirli alla tua gratificazione sessuale. Oggi ci riprendiamo i nostri nomi: Non siamo più le prede che eravamo una volta». Oltre a lei sono numerose le vittime che sono accorse in tribunale per descrivere l’impatto che le azioni di Kelly hanno avuto sulle loro vite, tra queste, alcune avevano già testimoniato lo scorso anno al fine di far far pagare al loro aguzzino per le azioni commesse ai loro danni.