Uno non ci pensa, ma in un’epoca plasmata da talent vari, quello originale forse ce l’avevamo in casa. Siamo nel 1968 e il fautore dell’idea che avrebbe accompagnato decenni di tv, fu uno dei fondatori del mezzo che ha contribuito a rivoluzionare la società italiana. Stiamo parlando di Corrado Mantoni, il cui nome evoca dolci ricordi nei telespettatori. È sua e del fratello Riccardo, l’idea di questa sorta di festa di paese in cui persone comuni si esibiscono in quello che vogliono. Canzoni, balli, ma anche performance più che insolite. Vale tutto, insomma, e forse è anche questo il bello.


Non ci sono giudici, pulsanti o “quattro sì”, a votare è unicamente il pubblico con un semaforo. In che senso? Nel momento in cui scatta il verde, verso il termine dell’esibizione, i presenti valutano il concorrente come vogliono. O applaudendo, o fischiando, o provocando un qualsiasi tipo di rumore con oggetti, anche pentole, campanacci. “Dilettanti allo sbaraglio”, un claim che ha fatto epoca. Prima alla radio, poi in televisione. Sì, perché la prima versione dello show andò in onda in radio sul “Secondo Programma”, l’attuale Radio 2, nel 1968, per poi esordire in tv nel 1986. Presenza fissa, oltre ai concorrenti, il maestro Roberto Pregadio con cui prima Corrado e poi Gerry Scotti, dal 2002, hanno fatto coppia.


E poi le vallette, immancabili, a partire dalle prime Michelle Klippstein e Gabiria Brandimarte, fino ad Antonella Elia e Miriana Trevisan, per arrivare a Michela Coppa o Ludovica Caramis. Un programma che ha unito generazioni, prima ancora tramite la radio, diventando poi varietà di successo in tv, indimenticabile e iconico, un po’ come la sigla e quello squillo di tromba, un po’ come Corrado e il suo «E non finisce qui». Aveva ragione, questa storia non finisce qui, vivrà per sempre. Ed è tornata con Amadeus sul NOVE, ieri 6 novembre 2024, totalizzando il 6% di share. Un risultato che ripaga il conduttore, nell’occhio del ciclone dopo il suo passaggio a Discovery, riportando in auge, senza troppi scossoni, un format eterno.
[📸 Getty Images; IPA]