Quando a USA 1994 l’Italia c’era

Iniziò con un calcio di rigore scenografico tirato da Diana Ross, che, segnando, doveva inaugurare nel migliore dei modi i Mondiali di USA 1994. La Ross non era una calciatrice, ma un’interprete fantastica, e infatti il rigore finì fuori. Un segno distintivo anche di come terminò quell’edizione, con forse l’ingiustizia sportiva più grande ai danni di uno dei calciatori più forti della storia.

Era la torrida estate del 1994. In Italia si era da poco formato il primo governo Berlusconi, i giovani cantavano Jovanotti, anzi Lorenzo 1994, Mina cantava Battisti, il campionato di Serie A lo vinse il Milan, il capocannoniere fu Signori. Il Pallone d’Oro in carica? Roberto Baggio. Ed è proprio lui la speranza di tutti gli italiani, guidati da Arrigo Sacchi, allenatore dei record del Milan, alla guida della Nazionale. Bel gioco e soddisfazioni, gli auspici. Dopo i Mondiali del 1990, ospitati in casa e persi in semifinale, la speranza è di agguantare il successo per la quarta volta.

Ma quello che poteva sembrare facile, in America non lo fu. Irlanda, Norvegia e Messico diedero non poco filo da torcere a Sacchi e compagni, che nel girone si qualificarono addirittura terzi, ripescati e ripresi per i capelli. Sembrava destino, come il gol di Baggio allo scadere e ai supplementari contro la Nigeria agli ottavi, o quello all’87’ contro la Spagna ai quarti. O come la doppietta, sempre del Divin Codino, con la Bulgaria in semifinale, che ci portò in finale col Brasile.

Non lo fu. Nonostante lo stoicismo di capitan Baresi, che si ruppe il menisco alla seconda gara del Mondiale, recuperando in un mesetto, laddove altri umani non avrebbero potuto. Nonostante un giocatore e uomo sublime come Roberto Baggio. Nonostante quella Nazionale non giocasse bene e soffrisse l’umidità e il caldo paurosi degli USA, riuscì comunque, in qualche modo, a far sognare un Paese a chilometri di distanza, fermando quel sogno al Rose Bowl di Pasadena. Cosa che non avverrà quest’anno, nel 2026, anno in cui i Mondiali tornano a giocarsi in America, sì, ma anche in Messico e Canada. E a rivedere queste istantanee sale un po’ il magone.

[📸 Getty Images; IPA]

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