QASIMI FW26: la memoria abita gli abiti e ogni capo diventa un custode del ricordo

L’importanza dei ricordi. Un’affermazione tanto semplice quanto fondamentale di un racconto articolato tra nostalgia e rifugio intimo, ma soprattutto sul valore imprescindibile della memoria. È su queste premesse che si snoda la nuova collezione Fall Winter 2026 di QASIMI, presentata ieri, 18 gennaio 2026, a Milano. Una narrazione, un concatenamento di frammenti personali che prende forma attraverso gli abiti, custodi di un passato da preservare con profonda cura, secondo la creative director del brand, Hoor Al-Qasimi. Che resta fedele al DNA del marchio – stratificazione, destrutturazione e riparazione – conferendogli come sempre una sensibilità variegata, dove le combinazioni giocano un ruolo potentissimo di evocazione e contaminazione. Casual e tailoring, esplorato nelle sue accezioni più ardite, danno vita a un guardaroba frammentario ma incisivo, così come la memoria di ognuno di noi.

Camicie plissettate e pantaloni ampi si affiancano a giacche in denim con zip e capispalla funzionali caratterizzati da un uso generoso di tasche. Tessuti check declinati in tonalità naturali danno forma a suit coordinati o a cappe strutturate, quasi armature. Le sovrapposizioni, costruite con estrema precisione, rafforzano un senso di protezione e rimandano a un concetto più astratto di stratificazione emotiva, intesa come accumulo di esperienze personali.

La maglieria è attraversata da interventi di rattoppo e rammendo, gesti che diventano simbolo di continuità e riparazione. La ricostruzione del capo racconta una tensione costante tra presenza e assenza, tra ciò che è stato e ciò che rimane. Giacche modulari convivono con abiti dal taglio fluido e spacchi, accanto a un knitwear avvolgente. I fit sono sartoriali, calibrati con precisione, mentre le linee morbide e sensuali seguono il corpo con naturalezza. Importante, anche la rinnovata collaborazione con l’artista libanese Dala Nasser: la forma diventa rifugio, protezione personale, attraverso mantelle, sciarpe e colli alti che avvolgono e schermano. La palette cromatica esplora i toni ispirati alla terra tipici del marchio — mud brown, burnt apple, earthy green, aged clay e grigio ardesia — accesi da improvvisi tocchi di bordeaux e bianco ottico.

L’opera di Dala Nasser riflette sul concetto di paesaggio, decadimento e memoria impressa nella materia. La tecnica del frottage a carboncino, sviluppata insieme agli studenti dell’Università di Sharjah, aggiunge profondità e stratificazione ai tessuti di QASIMI. Le superfici risultano segnate, cicatrizzate, cariche di memoria: bordi grezzi e fili lasciati liberi evocano le opere dell’artista, in particolare quelle dedicate agli antichi siti libanesi. La linea di accessori in pelle si amplia con nuove shapes di borse. Forme miste, che giocano sui contrasti, come quelli tra i volumi morbidi e arricciati e strutture più rigide e definite.

Una collezione che invita a pensare la gestualità quotidiana del vestire come a un’archeologia emotiva: una mappa di esperienze vissute che, sovrapposte, costruiscono la nostra memoria.

[📷 Courtesy of GM/PR]

Condividi l'articolo sui social: