Putin dichiara l’omosessualità una malattia mentale e vieta la transizione di genere

Oltre ad aver vietato la transizione di genere, la Russia ha dichiarato l’omosessualità un “disturbo psicologico”. Una decisione presa personalmente da Vladimir Putin, che ha ordinato la creazione di un istituto di ricerca dedicato allo studio di “queste e altre questioni comportamentali”.

La rivelazione sull’istituto per lo studio del comportamento delle persone LGBTQIA+ è stata fatta dal ministro reazionario Anatoly Vasserman, durante un question time sulla legge che vieta la transizione di genere, approvata all’unanimità. Come riportato da La Stampa, il vicepresidente della Duma, Pyotr Tolstoy, ha espresso la preoccupazione che i cittadini russi possano effettuare transizioni di genere per evitare la leva militare.

Dopo aver vietato per legge di parlare apertamente di argomenti LGBTQIA+, Putin e la Duma etichettano le persone omosessuali come persone “mentalmente malate”. In Russia è anche vietato pronunciare la parola “gay”, e lo scorso dicembre Putin ha firmato un decreto con cui sono stati censurati tutti i siti online con contenuti LGBTQIA+.

Adesso anche chiunque voglia vivere la propria omosessualità in modo non ufficiale, rischierà di essere considerato malato dallo stato russo e sottoposto ai conseguenti trattamenti sanitari. A quanto si apprende, inoltre, l’istituto di ricerca del ministero della salute russo studierà le persone al fine di sviluppare metodi psichiatrici per rilevare l’omosessualità delle persone.

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