Principe William, il nuovo approccio per il Ducato di Cornovaglia: “Voglio portare un vero cambiamento”

Sono oltre 3.500 le singole proprietà che costituiscono il patrimonio del Ducato di Cornovaglia, un possedimento privato della Corona britannica che si estende su 20 contee. Fondato nel 1337 da Edoardo III per generare un reddito privato per il suo erede – all’epoca un bambino di sette anni – il Ducato è da allora affidato all’erede al trono, quando questi è anche il primogenito del sovrano.

In occasione della “Giornata del Ducato”, il principe William ha rilasciato un’intervista esclusiva al The Telegraph, spiegando il suo nuovo approccio alla gestione del Ducato. La sua missione è riformarlo affinché sia pronto ad affrontare le sfide del 2025 e oltre, trasformandolo in una «forza positiva per il bene» impegnata attivamente a «migliorare la vita delle persone». Il principe William ha dichiarato di non sentirsi un tradizionale proprietario terriero, ma qualcosa di molto più.

Ha concesso un accesso senza precedenti a chi lavora più vicino al progetto, incoraggiandoli a parlare liberamente, al di fuori della tradizionale riservatezza imposta dal Palazzo. Il progetto si è sviluppato nel corso di settimane di interviste con inquilini e membri del personale senior, culminando in una giornata trascorsa con Sua Altezza Reale in persona: «C’è così tanto di buono che possiamo fare», ha affermato il Principe.

Da questa visione nasce anche il nuovo slogan, e obiettivo, dell’iniziativa: “Impatto positivo per le persone, i luoghi e il pianeta”. La parte dedicata alle “persone” è ritenuta centrale nella missione, con particolare attenzione alla lotta contro la senzatetto, al sostegno della salute mentale degli agricoltori e all’organizzazione di momenti di socialità per combattere la solitudine nelle aree rurali.

Da quando ha assunto il ruolo di Duca di Cornovaglia, William ha condotto un attento e approfondito esame su ciò che funziona e ciò che va migliorato. Presiede una riunione trimestrale del Consiglio del Principe e partecipa a numerose altre commissioni, sentendo quotidianamente lo staff anche tramite WhatsApp. «Il Ducato è sempre stato una forza positiva per il bene comune, ma possiamo fare molto di più. Credo sia fondamentale non perdere di vista la comunità e i legami storici del Ducato, pur costruendo, migliorando e modernizzando. Lo modernizzeremo senza tradire il suo spirito originario», ha affermato, paragonando il processo alla “manovra di una petroliera”: lento, ma necessario per spostare l’attenzione dalla semplice generazione di reddito all’impatto sociale.

Sul fronte ambientale, il Ducato prevede la creazione di 50 ettari di nuova foresta all’anno (l’equivalente di 70 campi da calcio), il ripristino delle torbiere danneggiate attraverso l’ambizioso progetto “Dartmoor Vision” e l’accompagnamento degli affittuari verso l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2032. Tra i primi risultati già visibili: il ritorno dei topi d’acqua nei fiumi della Cornovaglia.

Negli otto uffici del Ducato lavorano oltre 150 persone, guidate dal nuovo segretario Will Bax e dal Principe William stesso. Bax ha spiegato che questa nuova era sarà caratterizzata da «sottili ma significative differenze», come un’attenzione rinnovata alle persone, la creazione di una «rete di sicurezza solida per i più vulnerabili» e un «raddoppio dell’impegno sull’agenda ambientale».

Alla tradizionale gestione si affiancherà ora la leadership: «non essere una presenza silenziosa, ma una voce attiva sulle questioni che ci stanno a cuore». Il Ducato, che in passato ha agito con discrezione, intende ora comunicare con maggiore chiarezza le proprie ambizioni e i propri risultati. «È sempre stata un’organizzazione riservata, poco incline a parlare pubblicamente di sé», ha dichiarato Bax, aggiungendo: «Stiamo lavorando per eliminare ogni ambiguità e chiarire che il nostro obiettivo è avere un impatto positivo su persone, luoghi e pianeta».

[📸 IPA]

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