Preferiresti che ti chiamassero soldato o soldata?

Soldato Jane o Soldata Jane? Un dubbio amletico, ripensando alle scene del celebre film di Ridley Scott con Demi Moore, si propone nelle ultime ore. A scatenarlo è la notizia riguardante la Treccani, che ha annunciato l’uscita a ottobre di una versione aggiornata del suo Dizionario italiano, con l’introduzione per la prima volta in Italia, delle forme femminili di nomi e aggettivi insieme a quelle maschili. In un colpo solo infatti entreranno nel dizionario termini come “soldata”, “architetta”, “notaia”, “medica” e “chirurga”, tutti declinati anche al femminile e non più solo al maschile.

La mossa è stata studiata per abbracciare l’inclusività e la parità di genere, scardinando la tradizione androcentrica per cui ad esempio i nomi delle professioni venivano indicati solo al maschile. E infatti aprendo il vocabolario, subito salterà all’occhio, cercando aggettivi come “bello” o “adatto”, la presenza in grassetto prima della forma femminile, seguendo l’ordine alfabetico, poi di quella maschile.
 
Ma non solo: per contribuire ulteriormente a eliminare gli stereotipi di genere, Treccani con il suo nuovo dizionario proporrà nuovi esempi di utilizzo delle parole. È così che frasi come «la donna stira e cucina» vanno in pensione, in quanto l’Istituto mira a evidenziare il carattere offensivo di questi modi di dire che possono essere lesivi della dignità personale. E conseguentemente si troverà non più solo la parola “casalinga”, ma anche “casalingo”. Grande attenzione anche all’uso della parola “uomini”, per indicare gli esseri umani in generale, che verrà sostituita da “essere umano” o “persona”.

Il dibattito sui social è subito scoppiato. Tra chi pensa che il cambiamento sia giusto e rispettoso dell’evoluzione che anche la lingua sta attraversando, di pari passo con la società, e chi pensa che questa mossa dell’Istituto sia marketing, oltre a rappresentare un attacco all’italiano. Enrico Ruggeri ad esempio su Twitter ha ritwittato il commento indignato di un giornalista de Il Giornale, commentando: «Avevamo la lingua più bella e completa del mondo, figlia di padri greci e latini».

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