Prada Sunglasses: “Reflection of Random Memories” per vedere quello che vogliamo vedere

Vediamo ciò che vediamo o vediamo ciò che scegliamo di vedere? Quando si parla di Miuccia Prada, così come per il suo braccio destro Raf Simons, limitarsi a descrivere semplicemente una collezione non basta, bisogna porsi delle domande. Un esercizio al quale i due designer ci hanno abituato spesso e che nuovamente ritorna in questa nuova collezione Spring Summer 2025, dedicata al menswear.

Si era già parlato del confine tra realtà ed immaginazione, del vero e faceto, che in questo show presentato la scorsa domenica a Milano ha tenuto in alto l’attenzione verso la passerella. La vicinanza riflette l’emozione: il bisogno umano di prossimità, di condivisione dello spazio e di comunione. Essere più vicini cambia anche la percezione. Visti da lontano, i pezzi possono fingere di essere altri: i dettagli possono sembrare semplicistici, ingenui, ma da vicino, fisicamente, le percezioni si trasformano. Abiti con dettagli in filo metallico animano colletti e orli con un dinamismo irreale, come se fossero vivi essi stessi. I capi volutamente sgualciti, patinati, invecchiati portano le tracce del tempo: l’imperfezione è un altro segno di vita, di realtà.

Un leitmotiv che ha accompagnato tutti i look e dove gli accessori si sposano perfettamente con tutto il contesto; in particolare, è la linea eyewear con i sunglasses di questa nuova collezione ad aver destato maggiormente clamore. Ad un primo sguardo, potrebbero sembrare degli occhiali a mascherina futuristici con lenti specchiate e riflettenti ma, come si è detto sin dall’inizio, nulla è come sembra. Quante possibilità coabitano in un unico accessorio?

Le lenti infatti non sono semplicemente specchiate ma presentano delle raffigurazioni che rappresentano diverse scene di vita quotidiana. Occhiali non pensati dunque semplicemente per vedere quello che ci circonda, ma quello che vogliamo vedere. Sono immagini a tratti distopiche e non troppo chiare, ma del resto anche i ricordi, sebbene impressi nella nostra mente, difficilmente ci appaiono vividi e lucidi nelle immagini. Troviamo scene di un tramonto, persone distese sulle sdraio, scene di clubbing, concerti, statue greche museali. Tutto è confuso, come è giusto che sia. Esplorare territori già vissuti non significa necessariamente imbattersi in strade già note. A volte subentrano dettagli inaspettati, nuove percezioni, suggestioni; anche un ricordo può sorprenderci, ma bisogna avere il coraggio di perdersi nei meandri della propria esperienza personale, condendola di volta in volta di nuovi approcci vitali.

Siamo sicuri di vedere davvero ciò che ci circonda? O sarebbe meglio vedere dentro noi stessi? Per condividere è necessario conoscersi, ed è sempre un’esperienza diversa.

[📷 prada.com]

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