Prada SS26: essenzialmente confusa, come la vita

È una sfilata che ci ha lasciato sicuramente pieni di domande quella di Prada dedicata al menswear SS26, presentata oggi 22 giugno 2025. Molte domande, nessuna risposta ci verrebbe da dire, in un’alternanza continua tra stupore, disappunto, confusione, anche un pizzico di ansia. Merito, probabilmente, dell’estremo minimalismo dello show, a cominciare dalla location e la soundtrack, con le onde del mare che ci riportano a un rumore bianco universale.

Già con la collezione donna presentata a febbraio il duo composto da Miuccia Prada e Raf Simons aveva espresso la necessità di volersi interrogare sulle difficoltà dei tempi odierni, e probabilmente questa narrazione di urgenza colmata da un virtuosismo di sottrazione e al contempo di sperimentazione, è stata portata avanti anche nell’uomo. “Lover’s lake, peak’s end, the last swim. Imaginery places”; queste le parole chiave utilizzate per anticipare il mood dello show sui canali social della maison, che ha poi espresso, sempre in merito alla sfilata, il desiderio di raccontare “un cambiamento di attitude, una distruzione del signficato e uno smantellamento del potere”.

Una collezione sovversiva piena di elementi in contrasto tra di loro e soprattutto ben poco orientata all’esaltazione della mascolinità per come è generalmente riconosciuta. Così come nella donna, anche per l’uomo c’è il radicale bisogno di interrogarsi sull’effettivo significato di maschile a oggi. Ed ecco che troviamo le gambe protagoniste con micro shorts in tessuto tech, piuttosto che completi da tuta slim sotto giacche sartoriali o trench coat, abbinati a infradito o mocassini con soletta in gomma. E ancora, maglieria che strizza l’occhio all’armadio di lei, abbinata a pantaloncini sartoriali e sneakers in tela sottili con calzini dai colori intensi. Anche le camicie, a righe e dal taglio asimmetrico, svelano le gambe e vengono indossate come mini dress, senza niente sotto. Sono invece i cappelli conici a rappresentare l’elemento più editoriale della collezione, mentre siamo sicuri che il backpack sarà sicuramente l’oggetto più richiesto dello show.

Giacche utility wear e dolcevita dalle tinte forti, si accompagnano a pantaloni classici ma ben poco formali. Tutto ci riporta in mente look pensati per poter essere pronti, in ogni momento, a una fuga da una realtà pericolosa e diretta verso mete immaginarie o forse semplicemente più a contatto con la natura. Zaini oversize ci riportano al campeggio, mentre i pantaloni da tuta che sembrano usciti da un pomeriggio a casa in pieno ozio si rivelano, per quanto poco donanti, dei validi alleati in situazioni estreme dove la comodità è l’unico imperativo da seguire. Non è forse questo uno specchio dei tempi che stiamo vivendo? Non abbiamo forse imparato a convivere, ora più che mai, con la consapevolezza che dei tempi molto difficili stiano arrivando per diventare parte del nostro quotidiano? Quella confusione, quell’urgenza scarna dove l’utile viene prima del bello, quel bisogno di riconnettersi a nuovi e più autentici valori sono già parte della nostra realtà. Anche se aprire gli occhi non è sempre facile.

[📷Getty Images] 

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