Prada Men SS2025: nulla è mai scontato tra realtà e immaginazione

Sogno o son desto? Ma soprattutto quanto c’è di vero in quello che stiamo vivendo? “The power of reality, in a world of the immaginary”; era questa la premessa che ha anticipato la sfilata menswear Spring Summer 2025 di Prada, tenutasi oggi 16 Giugno 2024 a Milano, nel quartier generale della maison, quella Fondazione diventato simbolo nonché acclamato punto di riferimento dell’arte contemporanea internazionale e non solo.

La soundtrack di Richie Hawtin introduce immediatamente gli ospiti e i numerosissimi spettatori in live nell’atmosfera del clubbing più dark, per poi spogliarsi del buio e ritrovarsi immersi nel bianco più asettico. La scenografia ci mostra una casa sospesa, nel tempo e nello spazio, essenziale quanto basta; da qui prende vita la lunga passerella, come un ponte immaginario tra mondi diversi: Passato e futuro? Fantastico e realistico? Terreno e ultraterreno? Non ci è dato sapere quali siano specificatamente i mondi di riferimento che Miuccia Prada e Raf Simons abbiano scelto per raccontare questo ponte immaginario, ma senza dubbio le commistioni sono tante e perfettamente intersecate tra loro.

Cominciamo dalle proporzioni. Distorte, ristrette, a tratti completamente sbagliate, o forse è il nostro giudizio a definirle tali? I maglioni a V sembrano sempre troppo piccoli, troppo aderenti, svelano l’ombelico ma senza mai diventare crop. Un esercizio di stile quello dell’errore che Miuccia Prada conosce molto bene, ed effettivamente questo gioco sottile tra giusto e sbagliato ci riporta immediatamente ai suoi esordi negli anni ’90. Ci viene in mente quello studente un pò nerd che indossa sempre qualcosa di sbagliato, come una camicia un pò troppo stretta e con delle stampe imbarazzanti o l’impiegato che indossa sempre le mutande un pò troppo alte che fuoriescono inevitabilmente dai pantaloni. Come la controparte femminile di Miu Miu, l’uomo Prada per la prossima Spring Summer ha qualcosa di estremamente “young nerd chic” nell’approccio, ma senza incorrere nel citazionismo generazionale contemporaneo. È sottilmente raccontato nel modo più sofisticato possibile, con un occhio al passato e uno al futuro. La palette colori passa dalla sobrietà di una sinfonia di grigi ai pop più acidi: giallo, verde, fucsia, azzurro. I wide pants sono o extra long, indossati su sneakers flat in suede o specchiate, oppure svelano le caviglie abbinati a derby grandpa shoes: anche qui, o troppo o troppo poco, in un senso o in un altro. Le cinture sono trompe l’oeil e cadono a vita bassissima. Capi rubati al workwear come le tute jumpsuit in tessuto tecnico si vestono di una nuova attitude playful che ritroviamo ad esempio nelle maxi cerniere in colori pastello.

I capospalla in pelle presentano maniche a tre quarti, così come i completi più classici sono caratterizzati da silhouette minimal slim; sembra sempre tutto iper contenuto, come a voler comprimere per poi rilasciare verso qualcosa di straordinario, qualcosa che probabilmente non è qui. Anche gli accessori sembrano rubati ad uno studente un pò strambo: piccoli zaini o bauletti in colori pop. L’Anti Moda che celebra il suo riscatto più autentico. La maglieria è aderentissima, mentre le camicie vengono lasciate aperte sotto i capospalla e mostrano il petto nudo, ma senza connotazioni sensuali; anche qui è l’errore, la dimenticanza a conferire lo straordinario nell’ordinario.

Dopotutto la perfezione non è di questo mondo e a volte ci vuole molto coraggio anche ad essere imperfetti. Con questa sfilata Miuccia Prada e Raf Simons vogliono invogliarci a percorrere la strada dell’errore, vogliono farcene pregustare l’inaspettato e squisito piacere. Avventurarsi negli sbagli può essere molto interessante, è da li che nascono le idee migliori.

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