Prada FW26: dai polsini agli accessori, il potere inaspettato delle piccole cose

Benvenuti a Casa Prada. Anche per questa stagione il marchio italiano ha aperto le porte del Deposito della sua Fondazione per presentare la nuova collezione menswear dedicata alla Fall/Winter 2026. Il set design, notoriamente parte integrante di ogni fashion show del brand, ci ha accolti in una dimensione di intimità sospesa tra concretezza e surrealismo: porte e camini diventano parte di un decorativismo che ci spinge a un oltre da poter esplorare con desiderio, ma anche semplicemente da provare a immaginare. Un’allure possibilista a tinte pastello, contraltare perfetto per i Virgin Prunes – gruppo irlandese new-wave degli anni ’70 – che ha fatto da colonna sonora trainante e a tratti disturbante di tutta la sfilata. Una collezione che ha saputo convincere grazie a due fattori determinanti: da una parte una tranquilla linearità ritrovata, dall’altra dettagli che senza urlare hanno saputo lasciare il segno e definire un’estetica coerente ma mai noiosa, dall’inizio alla fine.

È importante ricordare che a fare la differenza sono le piccole cose: la cura passa soprattutto attraverso le minuzie. E Miuccia Prada e Raf Simons in questa collezione non si sono risparmiati. Lo show è un susseguirsi di look ben calibrati, tra minimalismo sartoriale, incursioni come sempre nell’utility wear, tocchi retrò estremamente semplificati e pertanto resi più contemporanei, color block e texture a contrasto, dove la lana incontra i tessuti tech e la maglieria i cotoni più leggeri. Ma quel che balza all’occhio in questo insieme di equilibrio inquieto sono i particolari su cui verte tutto: i polsini delle camicie – protagonisti assoluti dello show, come suggerito anche dall’invito – passano da una posizione notoriamente secondaria a prendersi irrimediabilmente la scena. Sono volutamente esposti, oversize, strutturati. L’inaspettato potenziale di ciò che è relegato a una condizione di puro dettaglio, diventa qui essenziale dominante e ispirazione per raccontare una nuova prospettiva di tailoring che sceglie di non sottostare ad alcuna regola non scritta, ma di rimescolare le carte in tavola. Chi decide cosa è più importante e cosa non lo è, cosa merita di essere mostrato da cosa va celato? Soltanto noi.

I cappelli trompe l’oeil sul retro di trenchcoat e cappotti anche in questo caso reinventano lo scopo dell’accessorio: ciò che è solo un dettaglio diventa fondamentale, ciò che è utile – come i cappelli – diventa puro decorativismo tridimensionale. Ma i cappelli, da indossare davvero, non mancano in questa collezione, anzi, ne diventano complici narrativi primari: cloche e coppole romanticamente indossate su un solo lato, ma anche bucket hats impermeabili. La maglieria è scollata, seducente, si tinge di nuance vivide per colpire senza sconvolgere; le silhouette sono slim e, come già visto nelle ultime stagioni, confermano la volontà di Prada di seguire questa corrente stilistica che si traduce in un risultato asciutto ma fresco, young ma senza tempo, seducente ma moderato. Non vi sono esagerazioni o lirismi strutturali: tutto è essenziale ma non meno impattante. Una caratteristica tipica del periodo ⁠tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000 che continua a essere cavalcata e che ci propone una nuova idea di minimalismo applicata anche all’istituzionalità del sartoriale nella sua accezione più autentica.

Scale di grigi e tessuti spessi tipici del guardaroba formale maschile, non temono di incontrare la praticità di texture più funzionali e pratiche – come nelle cappe crop e rimovibili da sovrapporre a trench coat e cappotti – né tanto meno la fluidità di elementi più ibridi come canotte in cotone candido. L’orecchino, dai colori sgargianti e rigorosamente indossato singolo, diventa l’ulteriore pretesto per non fermarsi alle apparenze ma guardare alle cose con più approfondimento. Pendenti o con gemme colorate, pur nella loro dimensione ridotta, è stato praticamente impossibile non notarli, e in questo consiste la forza di questa collezione di Prada. Non dare per scontato nulla, lasciarsi sorprendere dall’inaspettato potere delle piccole cose.

[📷 Getty Images]

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