Power tie, ritorna il potere anticonformista di uno degli item più classici: la cravatta

Dimenticate i finance bro: le cravatte stanno tornando, ma con uno spirito completamente rinnovato. Anche se Kamala Harris quest’anno non ha infranto il soffitto di cristallo diventando la prima donna a ricoprire la carica di presidente degli Stati Uniti, il power dressing sta vivendo una rinascita, ispirata al glamour potente degli anni ’80, fatto di completi maschili dalle spalle strutturate e un accessorio immancabile: la cravatta.

⁠Nasce così una nuova versione del power dressing, che valorizza la power tie, liberando la cravatta dalle sue connotazioni tradizionali. Il potere della cravatta supera le convenzioni sociali, come quella di simbolo esclusivamente appartenente al guardaroba maschile, e si trasforma per abbracciare il suo lato più ribelle e anticonformista. Quello che, almeno per quest’anno, la sta rendendo protagonista di look incredibili e assolutamente al passo con i tempi. Celebrità come Hailey Bieber, che ha sfoggiato un outfit impeccabile con cravatta per una cena del suo brand Rhode, incarnano questa nuova tendenza. D’altronde è lei la “boss” di Rhode, e se di certo una cravatta non basta a dimostrarlo, può rendere l’idea meglio di altri accessori. 

Ma anche altre icone star come Jenna Ortega, apprezzatissima dalla Gen Z, e Madonna, simbolo di rottura e sensualità, sono state conquistate dal fascino di questo accessorio. Nel cinema e nella moda, la cravatta ha una storia che attraversa decenni: da Serena van der Woodsen in Gossip Girl a Diane Keaton in Annie Hall, passando per Melanie Griffith in Working Girl e la ribelle Avril Lavigne, che nei primi anni 2000 ha abbinato la cravatta al suo stile pop-punk. Maison come Louis Vuitton e Saint Laurent continuano a reinterpretare questo elemento iconico, dimostrando il suo potenziale di icona elegante e ricercata, ma anche provocatoria e sensuale. Oggi, la cravatta non si limita al completo formale, ma si abbina a t-shirt, camicie aperte e capi casual, diventando simbolo di un’estetica fluida e ibrida, capace di unire mondi apparentemente distanti. È proprio questa capacità di adattarsi che rende la cravatta irriverente, ma pur sempre sofisticata. 

Una tradizione preziosa fatta di ricchi tessuti e una storia secolare. Si pensa che un suo antenato fosse una striscia di stoffa colorata indossata dai legionari romani per proteggere le vie respiratorie dalla polvere durante le marce. L’accessorio moderno risale però alla Guerra dei Trent’anni, quando i mercenari croati portarono in Francia i loro tradizionali foulard annodati. Il termine “cravatta” deriva proprio dalla parola francese cravate, adattamento del croato hrvati, ovvero croati. Luigi XIV adottò la cravatta di pizzo all’età di sette anni, facendola diventare un simbolo di eleganza per la nobiltà francese. Da quel momento, uomini e donne di rango iniziarono a indossare elaborati foulard e jabot, che richiedevano tempo e cura per essere sistemati, ma che rappresentavano il massimo del lusso e dello stile. La cravatta continua a incarnare il perfetto equilibrio tra tradizione e modernità. Ribelle, sofisticata e sempre capace di reinventarsi, è oggi più che mai un simbolo di stile senza tempo.

[📸 BACKGRID / IPA]

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