Comfort wear preferito delle serate invernali in casa, il pigiama è uno degli indumenti più eleganti di sempre, dalla storia antica e affascinante. Etimologicamente derivante dall’hindi “pae jama”, ovvero “vestito per le gambe”, il completo tunica e pantaloni sarebbe originario dell’antica Persia. Da qui passa poi in India, dove ancora oggi rappresenta l’abbigliamento tradizionale di alcune regioni, come il Punjab. Durante gli anni della colonizzazione dell’India da parte degli inglesi, si ritiene che il pigiama venne introdotto nell’abbigliamento occidentale, inizialmente per soli uomini. Sono gli anni in cui gli esponenti delle classi più facoltose sfoggiano pigiami abbinati a sofisticate giacche da camera, o smoking, in tessuti pregiati e colori sontuosi.
Per vederlo indossare dalle donne dobbiamo aspettare fino a dopo gli anni ’20 del ‘900, con Coco Chanel che, da pioniera, si poteva vedere spesso immortalata in splendidi pigiami di seta. È lei infatti a intuirne il potenziale come outwear, sancendo l’introduzione del “Beach Pajama”. Negli anni ’30 sono le grandi dive come Greta Garbo e Katharine Hepburn a indossarli, abbinati a vestaglie, e le combinazioni vincenti sono quelle in seta, decorate finemente, tra tocchi di seduzione esotica e divismo da vamp, sdoganando per sempre l’utilizzo dei pantaloni come appannaggio esclusivamente maschile. Dopo una breve perdita di popolarità negli anni ’50, negli anni ’60 il pigiama torna alla ribalta grazie alla stilista Irene Galitzine, che lo trasforma in un capo da sera decorato da vivaci fantasie; sono gli anni del “Pigiama Palazzo”, indossato da Jacqueline Kennedy e Marella Agnelli. Anche Emilio Pucci proporrà una sua versione del Pigiama Palazzo, caratterizzata dalle famose e coloratissime stampe. E oggi? Tra le fan sfegatate dei pigiama comodi e oversize e chi predilige la seduzione della seta, il pigiama è ancora un capo versatile dell’homewear ma anche dello street style.
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