Piumini: dalle fibre ottiche al termosensibile, la moda invernale è all’avanguardia

Nessuno vuole farsi trovare impreparato alla stagione dei piumini, ma quest’anno il mondo della moda ha pensato a tante declinazioni sorprendenti per il capo più morbido e confortevole dell’inverno. Il primo pensiero al solo pronunciare la parola “piumino”, è senza dubbio Moncler: l’azienda di lusso italiana di origini francesi celebra il suo 70esimo compleanno con sette collaborazioni che rivisitano il duvet Maya, attraverso le lenti di designer visionari e creativi. Palm Angels, sotto direzione di Francesco Ragazzi, ha detto la sua sul capo più celebre di Moncler con una creazione futuristica e sorprendente: il piumino Maya si è riempito di fibre ottiche ricreando un effetto magico e surreale. I piumini luminosi sembrano essere il capo del momento, e anche Rick Owens ha proposto un puffer jacket che risplende, in vista della prossima stagione fredda. Si chiama Reflex Down Jacket, è realizzato in nylon riflettente e presenta il classico look grunge del brand californiano, con collo alto e maniche lunghissime e tubolari. Ma quest’anno anche Prada, dal canto suo, ha realizzato una collezione invernale che gioca con materiali originali e tecnologie innovative. Si chiama “Reactive Collection” e oltre a felpe, t-shirt, borracce e altri accessori, propone anche un piumino termosensibile il cui logo, stampato a mo’ di pattern all-over, diventa visibile solo quando la temperatura scende sotto ai 10 gradi. Tutta la linea è realizzata in Re Nylon ed è esposta nel pop-up store The Selfridges Corner Shop di Londra. Iconica anche la proposta di Louis Vuitton, con il Piumino Heat Reactive 2054: un capo high tech in tessuto riciclato termosensibile e idrosensibile, con un look ibrido che mixa la classica stampa monogram ad un taglio urban e rifiniture in neoprene a contrasto. Dopo l’Ice Jacket J, piumino in jersey termosensibile anti acqua e anti vento, Stone Island si dedica ora alle giacche termoreattive per la primavera-estate 2022, con proposte in nylon ultraleggero e un film esterno in poliuretano che cambia colore a seconda della temperatura, da giallo ad arancione e da azzurro a bluette. E mentre la moda termosensibile si fa spazio tra le nuove collezioni del momento, altri brand hanno proposto la loro coniugazione del piumino attingendo dall’universo tech. Tommy Hilfiger, nel 2014, ha realizzato giacche e piumini con pannelli solari flessibili cuciti sulla parte posteriore, in grado di raccogliere la luce e di trasformarla in energia per ricaricare cellulari e dispositivi elettronici tramite un’uscita USB. Con un design tipicamente scozzese e una scelta tecnologica che omaggia la sostenibilità, le Solar Power Jackets di Tommy Hilfiger sono state realizzate insieme al produttore di pannelli solari Pvilion. Il brand londinese Vollebak ha invece realizzato un piumino che promette di tenere al caldo chi lo indossa anche sotto ai 40 gradi: si chiama Solar Charged Puffer ed incapsula l’energia solare, si illumina al buio, è waterproof e personalizzabile. Proprio come con un pennarello, sul puffer jacket di Vollebak si può disegnare ciò che si vuole attraverso qualsiasi fonte di luce, dalle lampadine alla torcia del cellulare. La stagione dei piumini si prospetta ricca di invenzioni e proposte originali, con uno sguardo sempre più attento nei confronti dei dettagli per intercettare le esigenze del futuro.

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