Pippo, Mike, Raffaella, Corrado e i “tenori” della tv che hanno fatto l’Italia

Se n’è andato di sabato sera, in prima serata, il giorno dopo Ferragosto. Un po’ ironia del destino o forse solo una coincidenza del suo palinsesto personale. Pippo Baudo non c’è più e con lui se ne va un pezzo di televisione italiana. Quella che nel 1954 divenne gesto tangibile della rivoluzione in atto dopo la guerra. Che piano piano, a poco a poco, divenne un elettrodomestico sempre più comune e centrale nell’Italia del boom economico. Lui divenne uno dei volti più popolari e conosciuti dagli inizi dei Sessanta, quando già il Paese era ipnotizzato da “Lascia o raddoppia?” di Mike Bongiorno, da “Un, due, tre” di Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi. Appena prima che “La Corrida” dei dilettanti allo sbaraglio con Corrado Mantoni diventasse appuntamento di rito per milioni di spettatori, prima alla radio poi in tv.

Mediaset nel 1998 dedicò uno speciale condotto da Maurizio Costanzo ed Enrico Mentana proprio a Corrado, Mike e Raimondo. “I Tre Tenori” erano stati soprannominati. Ma a loro se ne potrebbero aggiungere altri di nomi indimenticabili. Come Enzo Tortora, ovviamente, ma anche Raffaella Carrà, Costanzo stesso e, appunto, Pippo Baudo. Non come semplice omaggio alla sua scomparsa, ma perché il segno tangibile della sua carriera resta e resterà tramandato per sempre. Nelle sue intuizioni e nei suoi programmi lungo le decadi. Proprio come gli altri immensi colleghi. Con cui ha contribuito, quasi al pari del maestro Manzi e del suo “Non è mai troppo tardi”, a fare l’Italia e a rappresentare il Paese in migliaia di prime serate e non solo. Diventando volto di riferimento che ha dato agli italiani una casa, così come ai tanti talenti in erba un palco su cui affermarsi e mostrare il loro talento.

Quelli che probabilmente hanno conosciuto i nomi di Pippo e dei suoi colleghi guardandoli su uno schermo. E che hanno contribuito, sul solco di questi nomi, a fare grande il nostro Paese. Perché questo non è solo spettacolo, è Cultura con la C maiuscola. E per fare la rivoluzione, in maniera pacifica, ci vogliono personaggi degni. Come Pippo, Mike, Raimondo, Raffaella, Enzo e Corrado, ad esempio. Perché di conduttori così non ne fanno più.

[📸 IPA]

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