Pino Daniele: dieci anni dalla scomparsa di un artista che dai nostri cuori non se n’è mai andato

Ci sono artisti che non muoiono mai. Rimangono nelle note delle loro canzoni, continuano a vivere nelle parole che hanno scritto e nelle cuffie di chi, ancora oggi, ascolta la loro musica, trovando conforto, comprensione e un antidoto alla realtà. In Italia sono molti gli artisti che hanno raccontato il mondo attraverso la musica, ma ce n’è uno, in particolare, che ha saputo cogliere la controversa e autentica bellezza del tessuto urbano e che non verrà mai dimenticato. Prima simbolo di Napoli e poi dell’Italia intera, Pino Daniele è una di quelle personalità che hanno lasciato un segno indelebile nella scena musicale. Oggi, sabato 4 gennaio 2025, a dieci anni dalla sua prematura scomparsa, vogliamo ricordare e omaggiare l’indimenticabile uomo in blues.

Il “nero a metà”, l’americano della nuova Napoli, il mascalzone latino, il Lazzaro felice, il musicante on the road, il neomadrigalista: sono tanti i soprannomi utilizzati per descrivere Pino Daniele, forse perché è impossibile racchiudere la sua personalità in poche parole. All’anagrafe Giuseppe Daniele, classe 1955, Pino è scomparso a Roma il 4 gennaio 2015, lontano dalla sua città, che però non ha mai lasciato davvero. E Napoli, così come l’Italia, non ha mai abbandonato lui, che dal 1977, con il suo album d’esordio Terra mia, non mise mai in secondo piano la musica. Una passione travolgente, uno strumento per raccontare la bellezza della sua terra, a partire dai luoghi a lui cari: «Napule è a voce de’ criature, che saglie chianu chianu, e tu sai ca’ non si sulo» canta nella sua celebre Napule è, un inno alla sua città, capace di far sentire gli italiani parte di un tutto.

Dal Nord al Sud, da Est a Ovest, la musica di Pino Daniele non ha confini, perché il suo linguaggio è universale, legato al tessuto urbano e alla parte più autentica della realtà: rumori, parole dialettali, colori, scene di vita quotidiana. E ancora, giochi di melodie, racconti di munacielli e belle ’mbriane delle zie, il rock e il jazz intrecciati alla melodia partenopea. «La mia funzione è raccontare delle storie. Quando scrivo una canzone sono molto autobiografico, racconto quello che mi appartiene, che è nelle mie radici. Non riesco a raccontare storie di altri», diceva a proposito della sua musica, che continua a far emozionare.

A partire da Again, il singolo postumo pubblicato lo scorso novembre, che in tre minuti ha azzerato le distanze da quel 4 gennaio 2015, giorno in cui il mondo ha detto addio a Pino Daniele. I suoi figli, così come la Fondazione a lui dedicata, in questi anni hanno lavorato per preservare e diffondere l’eredità artistica e umana di Pino, ricordando il suo straordinario percorso, fatto di musica, emozioni e un amore sconfinato per la vita. «Io esisto grazie a voi», diceva spesso. Una frase che, a dieci anni dalla sua scomparsa, risuona più vera che mai, perché Pino continua a vivere nella sua musica e nel cuore di tutti coloro che, ancora oggi, lo amano.

[📷 Getty Images; IPA]

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