Pieter Mulier da Versace: le voci sulla sua nomina si fanno sempre più insistenti

Secondo numerosi insider della moda milanese, sarebbe praticamente fatta: è Pieter Mulier il designer scelto da Versace come nuovo direttore creativo. Voci sempre più insistenti e che ormai si rincorrono da tempo e che ben presto potrebbero trovare un’ufficializzazione. Non ancora avvenuta perché, a quanto pare, la società madre di Alaïa, Compagnie Financière Richemont, sarebbe ancora restia a lasciar andare Mulier, attuale direttore creativo del marchio francese e responsabile della sua ripresa e ritorno in auge con accessori diventati ormai iconici. Eppure, il Gruppo Prada, in seguito all’acquisizione di Versace, avrebbe puntato proprio sullo stilista belga, noto da tempo per il suo talento, i lirismi architettonici e la capacità di realizzare dei prodotti desiderabili su larga scala: quello di cui Versace avrebbe bisogno ora più che mai.

Dopo il debutto a settembre di Dario Vitale, la cui direzione creativa è stata fugace come un battito d’ali, Lorenzo Bertelli, il neonominato presidente esecutivo di Versace, sembrerebbe ora orientato a un ritorno di un’estetica più “tradizionalmente riconoscibile” per Versace. Lo stile di Vitale, per quanto fresco e apprezzato dagli esperti, ha lasciato interdetti anche buona parte dei compratori abituali del marchio della Medusa, desiderosa ora più che mai di parlare un linguaggio fruibile ai più, trovando una connessione viva tra l’iconicità di Gianni, il glamour di Donatella e uno sguardo al futuro. Se pensiamo all’iconografia tipica del mondo Versace, Mulier potrebbe apparirci distante: troppo concettuale, troppo nord europeo, a tratti sperimentale. Eppure, a pensarci bene, l’incontro potrebbe non solo avvenire con successo ma anche offrire delle visioni memorabili. Mulier ha la straordinaria capacità di raccontare il corpo, attraverso picchi architettonici che uniscono sublime e materia, e il corpo è parte fondamentale del DNA di Versace. Inoltre, proprio la sua formazione architettonica, si intersecherebbe perfettamente con l’iconografia greco-mediterranea del marchio italiano, da sempre ispirato da templi e colonne neoclassiche. Un sodalizio che potrebbe stupire ma anche conferire a Versace una ritrovata popolarità.

Inoltre, non c’è da trascurare il fattore Raf Simons: secondo molti, sarebbe stato proprio il braccio destro di Miuccia Prada a volere fortemente Mulier nella squadra. Mulier ha lavorato a lungo al fianco di Simons, sia da Jil Sander che da Dior e successivamente da Calvin Klein. Quando Simons lasciò la guida del marchio americano, fu Mulier a prendere il suo posto. Un rapporto di stima e fiducia reciproca costruito nel tempo e che sarebbe stato decisivo per la sua scelta da parte del Gruppo Prada. Al momento, Versace non figura nel calendario della moda maschile di gennaio e molto probabilmente non si terrà nemmeno la sfilata femminile a febbraio. Non sappiamo quando la nomina verrà ufficializzata ma, possiamo dirlo quasi con assoluta certezza: benvenuto a Milano Pieter.

[📷 IPA]

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