«I Gucci avevano l’accento del New Jersey, non lo sapevate?» ha ironizzato Pierfrancesco Favino nella giornata di sabato 2 settembre durante il festival del cinema di Venezia, riferendosi al film del 2021 “House of Gucci” e al più recente “Ferrari”, attualmente in concorso al festival, dove sono attori americani ad interpretare personaggi italiani – in particolare Adam Driver, protagonista di entrambi i film citati.
L’attore protagonista di “Comandante” ha chiesto quindi di «fare sistema» per evitare questo fenomeno, affermando: «C’è un tema di appropriazione culturale, non si capisce perché non io ma attori di questo livello non sono coinvolti in questo genere di film che invece affidano ad attori stranieri lontani dai protagonisti reali delle storie, a cominciare dall’accento esotico. Se un cubano non può fare un messicano perché un americano può fare un italiano? Solo da noi. Ferrari in altre epoche lo avrebbe fatto Gassman, oggi invece lo fa Driver e nessuno dice nulla. Mi sembra un atteggiamento di disprezzo nei confronti del sistema italiano, se le leggi comuni sono queste allora partecipiamo anche noi».
Tra gli addetti ai lavori e personaggi del mondo dello spettacolo, in tanti hanno supportato l’appello lanciato da Favino. Tra questi, come riporta il quotidiano “La Repubblica”, il regista Pupi Avati ha affermato: «Favino ha pienamente ragione. Visto che capita spesso che gli americani facciano film sugli italiani, ha perfettamente un suo senso che siano interpretati da italiani. Ferrari, un modenese, che viene dal Nebraska, fa un po’ ridere». Allo stesso modo, anche l’attrice Edwige Fenech ha commentato: «Favino ha ragione, gli americani hanno avuto molto più spazio nei film italiani che non il contrario. […] Anche nel film Gucci, per carità gli attori sono grandi attori ma non sono italiani, oltre al fatto che sul film bisogna stendere un velo pietoso, non è certo il modo giusto di dipingere una famiglia». Il regista Gabriele Salvatores, invece, ha riferito: «Il tema posto da Pierfrancesco Favino, che è un mio caro amico, è una questione molto complessa su cui bisognerebbe riflettere in maniera più approfondita e comunque il fatto che oggi ne stiamo discutendo dimostra l’importanza del tema».
Anche l’attore danese di fama mondiale Mads Mikkelsen, presente alla kermesse per il film in concorso “Bastarden”, ha offerto il suo punto di vista: «Farei una premessa: se in Francia, in Germania, in Italia e in Spagna smettessero di doppiare i film in tutte le lingue, questo potrebbe essere un elemento importante per affrontare il problema. Ma finché continuano col doppiaggio, a chi interessa quale sia la lingua, la cultura, d’origine? Non ho mai capito perché fate questa cosa, per me folle. Abbiamo visto Tom Cruise interpretare un ufficiale nazista con un leggero accento tedesco e poi diventare americano in piena regola da lì in poi. Puoi farlo in questo tipo di film, in altri invece li rende meno credibili». L’opinione di Mads Mikkelsen è stata supportata anche da Sabrina Ferilli, che ha prontamente ripostato le parole dell’attore nelle sue Instagram stories.